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Biden, tutte le donne nella squadra del presidente: ecco chi sono

Dalla vice Kamala Harris alla portavoce della Casa Bianca Jen Psaki

È Susan Rice, ex consigliera per la sicurezza nazionale con Barack Obama, l’ultima donna in ordine di tempo che Joe Biden ha nominato fra i suoi collaboratori alla Casa Bianca. Guiderà il consiglio di politica interna della Casa Bianca. Lo scrive Politico.

Dalla vicepresidente all’ambasciatrice all’Onu

A un mese circa dall’insediamento formale come 46° presidente degli Stati Uniti (gennaio 2021), il vincitore delle elezioni presidenziali più complesse della storia americana non smette quindi di stupire per quel che riguarda le scelte di ministri e consiglieri. La Rice, ex ambasciatrice degli Usa all’Onu, la si considerava fino a poco tempo fa addirittura “papabile” come vicepresidente o Segretario di Stato. Il primo ruolo è ora ricoperto da Kamala Harris, che la rivista Forbes colloca al terzo posto nella classifica della 100 donne più potenti del mondo nel 2020. A ricoprire il secondo ruolo dovrebbe essere Anthony Blinken. Mentre in qualità di ambasciatore alle Nazioni Unite ecco un’altra donna: Linda Thomas-Greenfield.

Politica interna e consiglieri di Biden

Data l’esperienza di politica estera di Susan Rice, l’incarico affidatole da Biden, tutto volto alla politica interna del Paese, appare come una sorpresa. Secondo alcuni si spiega in parte col fatto che non è sottoposto alla conferma del Senato, dove la Rice incontrerebbe la forte opposizione dei repubblicani. Resistono vecchie ma forti ruggini che rimontano alla sua gestione dell’attacco contro il consolato statunitense a Bengasi (Libia) nel 2012. Lo staff della Casa Bianca è però ricco di presenze femminili oltre alla Rice. Jen O’Malley Dillon, manager della campagna di Biden, è stata nominata vice capo dello staff, mentre Dana Remus, che ha guidato il team legale della campagna Biden-Harris, affiancherà Steve Ricchetti consulente legale del nuovo Commander-in-Chief degli Stati Uniti.

Kamala Harris vice presidente Usa
La nuova vicepresidente degli Stati Uniti, Kamal Harris, 56 anni

Economia e Intelligence

Le nomine femminili di maggior rilievo però sono altre ancora. Ormai note alle cronache. Per la prima volta, infatti, negli Stati Uniti una donna guiderà i servizi segreti. E per la prima volta una donna sarà alla testa del ministero del Tesoro. Qui siamo a livelli di ministri e Joe Biden ha spiazzato tutti. Avril Haines, ex vice direttrice della Cia ed ex vice consigliera per la sicurezza nazionale, diventerà capo della National Intelligence. Alla guida del ministero del Tesoro ecco l’ex numero uno della Fed (Federal Reserve, la banca centrale) Janet Yellen. Sarà lei la prima donna nella storia a ricoprire tale incarico.

Lo staff della Comunicazione

Tutto al femminile, infine, ed è la prima volta in assoluto, lo staff della Comunicazione. Jen Psaki sarà la portavoce della Casa Bianca. Psaki, 41 anni, di origini greche e polacche, è stata durante l’amministrazione Obama portavoce del Dipartimento di Stato e poi direttrice della comunicazione della Casa Bianca. Attualmente lavora nel transition team del presidente eletto. Nominate inoltre Karine Jean-Pierre vice portavoce, Kate Bedingfield direttrice della comunicazione, Pili Tobar vice direttrice, Elizabeth Alexander portavoce della futura first lady Jill Biden, Ashley Etienne direttrice della comunicazione della vicepresidente, Symone Sanders portavoce della vicepresidente.

Avril Haines Janet Yellen Biden staff
Da sinistra, Avril Haines, 51 anni, al National Intelligence, e Janet Yellen, 74, al Tesoro

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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