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Covid, Italia verso la zona rossa a Natale: date e divieti fino all’Epifania

L'Oms intanto raccomanda di portare sempre le mascherine anche a casa

Misure da zona rossa in tutta Italia per le feste di Natale. È ciò che in queste ore le autorità stanno valutando. Si tratta ormai della stretta attesa contro il coronavirus. Da decidere al più presto, probabilmente grazie a un apposito nuovo Dpcm. A Palazzo Chigi si volge la riunione del governo con il premier Conte, che segue il vertice fra l’esecutivo e le regioni di questa mattina, 16 dicembre. Sul tavolo più ipotesi. E c’è anche chi, come il governatore del Veneto Luca Zaia chiede un blocco totale, almeno fino all’Epifania.

Date e divieti

Secondo un possibile schema allo studio in queste ore, l’Italia potrebbe diventare zona rossa nei festivi e prefestivi, e giorni immediatamente seguenti. Ovvero dal 24 dicembre, vigilia di Natale, al 27 dicembre, il giorno dopo Santo Stefano. E, di nuovo, dal 31 dicembre al 3 gennaio, quindi il 5 e 6 gennaio, giorno dell’Epifania. Ma cosa implicherebbe in questo caso la zona rossa? Misure piuttosto forti, simili a quelle del lockdown. Ossia: bar e ristoranti chiusi, negozi sbarrati e divieto di uscire di casa, salvo i “comprovati motivi” che gli italiani hanno imparato a conoscere durante la primavera. Resterebbe anche il coprifuoco, nelle ore notturne, come già adesso.

“Mascherina anche a casa”

Sulla linea dura, che vorrebbe un’Italia di nuovo zona rossa nelle giornate che abbiamo detto, sarebbero schierati i ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza. Ma anche le regioni Veneto, Lazio, Friuli, Molise e Marche. Se il 21 dicembre arriverà il via libera al vaccino da parte dell’Ema – l’agenzia europea dei farmaci -, subito dopo Natale potrebbero già essere vaccinati i primi italiani. L’Oms, intanto, raccomanda di “portare le mascherine durante le riunioni familiari a Natale”. Vale a dire anche che a casa, per precauzione.

Vaccino, prima ai lombardi

Si apprende intanto che sarà la Lombardia a ricevere la maggior quantità di dosi del vaccino anti-Covid della Pfizer nella prima consegna all’Italia. Il vaccino Pfizer-BioNTech dovrebbe ricevere il via libera dall’Unione europea il 21 dicembre, lunedì prossimo, con una settimana di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Nel nostro Paese arriveranno 1,8 milioni di dosi sui 202 milioni di dosi complessive che ci spettano. La regione più colpita dalla pandemia –  dall’inizio fino a ora – è la Lombardia. Per questo avrà 304.955 dosi. Seguiranno (per numero di dosi) Emilia-Romagna (183.138 dosi), Lazio (179.818), Piemonte (170.995), Veneto (164.278) e Campania (135.890). In coda la Valle d’Aosta con 3.334 dosi del vaccino Pfizer. I primi italiani saranno vaccinati contro il Covid già subito dopo Natale e prima dell’inizio del 2021 se l’Ema (l’agenzia europea del farmaco) nella riunione in programma il 21 dicembre darà il via libera al farmaco della Pfizer.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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