"
CoronavirusPrimo piano

Vaccino anti Covid in Europa: via libera il 21 dicembre, in Italia dai primi di gennaio

Nel nostro Paese inizialmente "solo" 1,8 milioni di dosi

L’Unione europea accelera sul via libera al vaccino Pfizer-BioNTech. L’Agenzia del farmaco con sede ad Amsterdam (Ema – European medicines agency) si riunirà lunedì prossimo 21 dicembre, quasi alla vigilia di Natale, per la decisione definitiva. Questo significa che in Europa le primissime somministrazioni ai cittadini potrebbero cominciare già entro la fine del 2020. E l’Italia? Secondo il ministro per gli Affari europei, Vincenzo Amendola, il vaccino sarà pronto per la distribuzione nel nostro Paese ai primi di gennaio. A Londra intanto scatta da oggi 16 dicembre la “fase tre”, il livello più alto delle restrizioni anti coronavirus, paragonabile alla nostra zona rossa. La Germania va in lockdown duro su tutto il territorio nazionale e la Francia, pur uscita dal suo secondo lockdown, ha mantenuto molte restrizioni, come ad esempio il coprifuoco dalle 20.

Von der Leyen: “Vaccinazioni entro il 2020”

L’Agenzia europea per i medicinali ha anticipato la sua riunione dal 29 al 21 dicembre “dopo aver ricevuto nuovi dati” sul vaccino anti coronavirus sviluppato e prodotto da Pfizer-BioNTech. “Il 21 dicembre è stata programmata una riunione straordinaria per arrivare a una conclusione se possibile”, ha riferito l’Ema. “Ogni giorno conta, lavoriamo con la massima rapidità per autorizzare i vaccini per il Covid 19 – ha scritto su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter -. Accolgo le novità dell’Ema che anticipano l’incontro per discutere del vaccino Pfizer-BioNTech prima di Natale. Probabile che i primi europei siano vaccinati prima della fine del 2020″.

Italia, prime dosi agli anziani

Anche il ministro italiano della Salute, Roberto Speranza, aveva ribadito l’auspicio che “l’Ema, nel rispetto di tutte le procedure di sicurezza, possa approvare il vaccino Pfizer-BioNTech in anticipo rispetto a quanto previsto”. E che “al più presto le vaccinazioni possano iniziare anche nei Paesi dell’Unione Europea”. Nel nostro Paese si sta organizzando la campagna vaccinale. È previsto che arrivino, complessivamente, 202 milioni di dosi del vaccino Pfizer-BioNTech, ma all’inizio saranno solo 1,8 milioni, scrive il Corriere della Sera. Si comincerà a vaccinare le persone anziane nelle Rsa, poi tocca ai medici e personale sanitario, dei servizi pubblici e delle scuole.

“Mesi invernali difficilissimi”

Dal canto suo il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia è tornato sulla necessità di nuove restrizioni a Natale. “Anche durante le festività natalizie vogliamo mettere in sicurezza gli ospedali e l’intero sistema perché ci aspettano tre mesi invernali difficilissimi – ha dichiarato, secondo quanto riporta l’Ansa -. Questo significa autodisciplinarci e credo che l’Italia risponderà: ‘prima la salute e poi il business’, perché senza la vita non c’è alcun business”. Oggi 16 dicembre si svolge la riunione finale fra Governo e regioni per la predisposizione delle misure restrittive nei giorni fra Natale e Capodanno. L’ipotesi è una sorta di zona rossa, oppure arancione, su tutto il Paese nei festivi e prefestivi.

Campagna vaccinale europea

La prospettiva delle vaccinazioni è però di portata globale. “Avviamo insieme la campagna vaccinale“, affermano in una dichiarazione congiunta i ministri della Salute di Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, Spagna e Svizzera. L’obiettivo è quello di coordinare gli Stati membri, specie a livello transfrontaliero. “Riaffermiamo la necessità – sostengono i ministri in una nota – di coordinare i nostri sforzi per un uso sicuro, efficiente e trasparente del vaccino anti Covid”. La pandemia lascia molte lezioni. Una di queste è che la sanità e la medicina in un mondo globale non possono che diventare globali anch’esse.

 

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button
Privacy