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Alex Zanardi, segnali di ripresa: a sei mesi dall’incidente ora vede e sente

Il campione paralimpico sta recuperando le funzioni vitali

Sei lunghissimi mesi di lotta quotidiana. Un percorso di dolore e cure senza sosta che adesso porta frutti significativi. Alex Zanardi, 54 anni, pilota e campione paralimpico sta lentamente recuperando le funzioni vitali: vede, sente, stringe la mano su richiesta, alza il pollice se gli chiedono di fare il segno di “ok”. E guarda sua moglie. La notizia è riportata da Sette, il magazine del Corriere della Sera, in un articolo siglato da Carlo Verdelli.

L’incidente in handbike

Lo scorso 19 giugno Zanardi era stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Le Scotte di Siena, a seguito di un incidente a bordo della sua handbike. Sulla strada per Pienza aveva perso il controllo del mezzo in curva finendo contro un camion che viaggiava sull’altra carreggiata provenendo dal senso di marcia opposto. Le condizioni di Zanardi erano apparse subito gravi. Un mese più tardi il campione aveva cominciato un percorso di riabilitazione in un centro specializzato. Adesso, quasi alla vigilia di Natale, la notizia dei primi segnali di ripresa autentica, ovvero di “ritorno alla vita” di sempre.

La forza di affrontare i pericoli

Alex Zanardi ora vede e sente. Non parla ancora, anche perché ha un buco nella trachea. Tuttavia la speranza concreta è che presto i medici possano risolvere anche questo problema. Intanto però il cervello sta recuperando le sue funzioni. Dal 21 novembre scorso si trova nel reparto di neurochirurgia di Padova, vicino a casa. Non è certo la prima volta che Alex si risolleva da tragedia che avrebbero schiantato chiunque. Nel 2001, col team di Mo Nunn, Zanardi si presentò carico all’appuntamento europeo del 2001 Lausitzring nel Cart. Non partiva certo da favorito – ricorda su Velvet Mag la nostra Viviana Gaudino -, ma aveva voglia di dimostrare che c’era e che non si sarebbe arreso. A tredici giri dalla fine accadde qualcosa di impensabile: Zanardi perse il controllo della vettura che si intraversò sulla pista. Carpentier e Tagliani arrivavano a tutta velocità: il primo riuscì a schivarlo, il secondo no. Lo scontro fu violentissimo il mezzo di Zanardi fu spezzato a metà. Non era difficile comprendere in che condizioni fosse Alex.

Atleta paralimpico

Nonostante i tempestivi soccorsi, l’amputazione delle gambe fu inevitabile. Qualche tempo fa, in merito a quello spaventoso incidente, lo stesso Zanardi aveva raccontato ai microfoni de La Stampa: “Sono stato anche oggetto di studi perché sono sopravvissuto con meno di un litro di sangue in corpo per 50 minuti. Fortunatamente è andata così e ora siamo qui a chiacchierarne. Sono orgoglioso di aver sovvertito il pronostico, ma appartiene al passato e c’è un futuro che sto ancora riscrivendo”. La sua tenacia l’ha poi portato a diventare anche campione paralimpico di handbike. E adesso ad affrontare le conseguenze del nuovo terrificante incidente. Assistito da medici di prim’ordine, dall’affetto indistruttibile dei suoi cari e dal pensiero degli italiani, Alex Zanardi sta scalando la vetta della montagna. Quella dalla quale potrà tornare a vivere il mondo, in mezzo a noi. Malgrado tutto.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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