L’Agenza europea del farmaco (Ema) ha dato l’ok condizionale al vaccino anti Covid di Pfizer-BioNTech. Si tratta di una notizia attesa e molto importante. Da ora in poi si va verso il Vaccine Day del 27 dicembre: il momento in cui, simbolicamente ma simultaneamente, in ciascuno dei Paesi membri dell’Unione europea cominceranno le primissime vaccinazioni contro il coronavirus. L’Ema è intervenuta anche sul problema della variante inglese del virus. “Al momento non ci sono indicazioni che il vaccino non funzionerà contro la variante del Covid”, ha dichiarato Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea del farmaco.

“Si apre una fase nuova”

“L’Agenzia europea del farmaco ha dato l’ok al vaccino Pfizer-BioNTtech. È la notizia che aspettavamo – afferma il Ministro della Salute, Roberto Speranza -. La battaglia contro il virus è ancora molto complessa, come dimostrano anche le ultime notizie provenienti da Londra, ma avere a disposizione un vaccino efficace e sicuro apre una fase nuova e ci da più forza e fiducia”. “È un momento decisivo nei nostri sforzi per fornire vaccini sicuri ed efficaci agli europei! L’Ema ha appena emesso un parere scientifico positivo sul vaccino Pfizer-BioNTech Ora agiremo velocemente”. Così su Twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

La variante e il vaccino

A proposito della variante inglese e dei timori per i vaccini sviluppati, gli esperti concordano sul fatto che ci sono già state delle varianti nel recente passato e ce ne potranno anche essere altre in futuro. “Allo stato questo non vuol dire un aggravamento della malattia o della letalità – ha dichiarato al Tg2 il direttore sanitario dello Spallanzani di Roma, Francesco Vaia -. Soprattutto, il vaccino non è messo in discussione“. Sulla resistenza al vaccino della variante emersa nel Regno Unito “io lo ritengo altamente improbabile”. Lo ha detto a Buongiorno su Sky TG24, il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli. “I vaccini – ha precisato – determinano la formazione di una risposta immunitaria contro diversi ‘pezzettini’, chiamiamoli così, della proteina spike. Se anche c’è una mutazione in uno, due o tre ‘pezzettini’ della proteina spike, è altamente improbabile che il vaccino possa risultare inefficace”.