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Covid: la variante del virus è in Italia, colpita una donna a Roma. Riunione di emergenza della Ue

Il nuovo ceppo inglese del Sars-CoV-2 si propaga a grande velocità

A neppure tre giorni dalla conferenza stampa del primo ministro britannico Boris Johnson sulla diffusione esponenziale della variante inglese del nuovo coronavirus, a Londra e nell’Inghilterra meridionale, anche l’Italia fa i conti con la mutazione del Sars-CoV-2. La variante inglese del Covid, rapidissima, è già arrivata a Roma, riscontrata in una donna. Il nuovo ceppo è presente anche nel resto d’Europa, in particolare in Olanda e Danimarca ma perfino in Australia. Chiusi i voli aerei col Regno Unito. Riunione immediata a livello europeo per coordinare le strategia di difesa contro il nuovo “nemico”: il medesimo virus mutato, non più letale ma molto più contagioso.

In isolamento con i familiari

È una donna italiana la paziente su cui è stato riscontrato per la prima volta nel nostro Paese, domenica 20 dicembre, il genoma del virus Sars-Cov-2 con la variante britannica. La signora si troverebbe attualmente in isolamento con il suo convivente rientrato giorni fa dal Regno Unito. Il virus mutato ha una forte carica virale. La donna ha fatto il tampone nei giorni scorsi, probabilmente in un drive through (negozio dove si vien serviti senza scendere dall’automobile). In isolamento ci sono anche gli altri familiari e i loro contatti stretti.

L’Europa si mobilita

La presidenza tedesca dell’Unione europea, guidata in questo momento dalla cancelliera Merkel, ha invitato gli Stati membri a una riunione urgente dell’Ipcr, il meccanismo di gestione politica delle crisi. L’incontro ha il fine di coordinare la risposta dell’intera Ue alla variante del Covid-19. Si vedrà dunque entro la giornata di oggi 21 dicembre quello che potrà accadere. Si tratta dello stesso giorno in cui è atteso il via libera al vaccino Pfizer da parte dell’Ema, l’agenzia del farmaco dell’Unione con sede ad Amsterdam.

Quanto è pericolosa la variante?

“La variante di Sars-CoV2 che sta circolando in questo momento a Londra e nel sud est dell’Inghilterra, presenta delle mutazioni sulla proteina di superficie del virus, la cosiddetta Spike – ha detto il Direttore Generare della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza -. Nonostante si ipotizzi che queste mutazioni possano aumentare la trasmissibilità del virus, non sembrano alterare né l’aggressività clinica né la risposta ai vaccini“.

“Mutazione molto contagiosa”

“Gli inglesi ci hanno informato che da un po’ di tempo, addirittura da settembre, anche se isolata solo nei giorni scorsi, è emersa una variante del Covid-19”. A confermarlo è il professore Walter Ricciardi, che domenica 20 dicembre ha parlato in collegamento a Live – Non è la d’Urso durante la prima serata di Canale Cinque. “Non si tratta di una forma più aggressiva o letale, però è molto più contagiosa – prosegue il consulente del ministro della Salute – infatti nel Regno Unito c’è stato un improvviso aumento dei casi e oggi si è arrivati a quasi 36mila contagi, un record”.

Il vaccino dal 27 dicembre

Fra una settimana, comunque, anche gli europei cominceranno a essere vaccinati contro il Sars-CoV-2. Ad annunciarlo pochi giorni fa la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Il vaccine day – come lo ha definito lo stesso premier Giuseppe Conte – scatterà il 27 dicembre, salvo contrordini dell’ultim’ora. Da noi il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha sottolineato che l’Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario nella stessa data. E dal canto suo il Commissario straordinario Domenico Arcuri, confermando la cifra di 202 milioni di dosi per l’Italia, ha evidenziato però che arriveranno “non più in 15 bensì in 21 mesi”. Infatti “Sanofi, che doveva fornire 40 milioni di dosi nel terzo e quarto trimestre del 2021, ha un ritardo e le darà nel secondo e terzo trimestre del 2022”. A febbraio 2021, ha aggiunto, il vaccino sarà somministrato ai più fragili e agli anziani.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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