CinemaPrimo pianoSerie Tv

Zerocalcare arriva su Netflix con la prima serie animata: «È roba mia, me l’accollo io»

Zerocalcare annuncia "Strappare lungo i bordi", la sua serie animata per Netflix

Difficile non sentire l’hype quando Zerocalcare esordisce con un annuncio in perfetto stile Zerocalcare. Su Netflix arriverà la prima serie animata prodotta dal colosso e scritta e diretta da lui, che mette subito in chiaro: «È roba mia, il che significa che se viene ‘na me*da me l’accollo io».

È roba sua, spiega Zerocalcare, all’anagrafe Michele Rech, il fumettista italiano più “sul pezzo” (come lui non avrebbe la presunzione di auto-definirsi) negli ultimi anni. Partito dalla nicchia come da buona tradizione, muovendosi nella scena dell’illustrazione underground, ora annuncia ufficialmente la sua collaborazione con Netflix. «Oggi, finalmente, è il giorno in cui posso rispondere: sto a fa’ questo» riferendosi alla prima serie animata per il colosso dello streaming on-demand. Scritta e diretta da lui, si intitolerà: “Strappare lungo i bordi”.

Zerocalcare «alza l’asticella» e debutta su Netflix

La serie animata, prodotta da Movimenti Production e Bao Publishing, sarà disponibile «prossimamente» su Netflix. Le riprese sono iniziate proprio in questi giorni e si rifarà a quell’immaginario di ossessioni, gag e vizi italiani che Zerocalcare ha lasciato fermentare nel corso degli anni. Con un definitivo picco di consenso – che di certo non è passato inosservato – da parte del grande pubblico proprio durante il lockdown. La sua quarantena ad episodi animati, infatti, ha tratteggiato le linee di una notorietà trasversale spopolando anche su Facebook. Ora, dopo mesi di silenzio a scandire la preparazione del nuovo progetto («e io mi mozzico la lingua perché se lo dico mi deportano a Guantanamo», racconta ironicamente su Twitter), la notizia è ufficiale.

«Era da tanto tempo che giravo attorno all’animazione – questo il messaggio lanciato dal fumettista – anche divertendomi molto a sperimentare, facendo tutto da solo. Al tempo stesso, mi sarebbe piaciuto alzare l’asticella. Sfruttare di più il mezzo video in termini di regia, di movimento, mantenendo, però, il mio linguaggio e i miei temi. E continuando ad avere il controllo totale sulla storia». Un controllo sulla storia e sul mezzo che, a detta di Zerocalcare, Netflix ha concesso senza remore: «mi ha messo in condizione di lavorare in un modo che tiene insieme tutti i piani: libertà assoluta nei contenuti e nei linguaggi, possibilità di collaborare con persone più capaci di me. Speriamo che tempo che esce la serie il mondo esista ancora più o meno come lo conosciamo noi».

QUI IL TEASER CHE ANNUNCIA LA SERIE

Di certo esisterà ancora il mondo animato da Zerocalcare, che ha anticipato e in qualche modo promesso ai suoi lettori più fidati di non lasciar fuori nessuno. Torneranno infatti i grandi cult del suo universo di personaggi: l’Armadillo (doppiato da Valerio Mastandrea), Secco, l’Amico Cinghiale e ovviamente Sarah. Con un ulteriore dichiarazione rilasciata sul suo profilo Twitter, il fumettista ha poi chiarito alcune note che – lo sa già – potrebbero essere dolenti: «Lo dico perché so che sarà il timore di qualcuno. Ma pure perché mi serve ripetermelo e non è scontato: è una storia che mi sta a cuore, e la sto a fa’ come voglio».

Una premessa che rincuora anche il pubblico più rigido, quello che rischia sempre di storcere il naso di fronte all’indie-pendente che si fa mainstream. È chiaro che l’esordio di “Zero” su Netflix (partito dalle illustrazioni per manifestazioni, centri sociali e il G8 di Genova nel 2001) vada ad aprire nuovi inaspettati scenari. Ma ce lo ha promesso: «È roba mia, il che significa che se viene ‘na me*da me l’accollo io».

Back to top button
Privacy