Accadde oggi: 43 anni fa ci lasciava Charlie Chaplin, uno dei padri del cinema moderno

Si spegneva 43 anni fa una delle menti più importanti della storia del cinema

Per quanto il giorno di Natale sia sinonimo di festa e convivialità, è legato anche a una triste ricorrenza. Esattamente 43 anni è venuto a mancare Sir Charles Spencer Chaplin, noto a tutti come Charlie Chaplin. Riconosciuto a livello unanime come uno dei padri del cinema moderno, la sua filmografia si è snodata nel corso di circa mezzo secolo, riflettendo i cambiamenti del mezzo cinematografico e, molto spesso, anticipandoli. Autore che ha fatto letteralmente scuola, deve la sua fama al personaggio del Vagabondo Charlot, celebre per la sua iconica bombetta e il baffetto. Ripercorriamo dunque le tappe salienti di una delle personalità più importanti della storia del cinema.

Charlie Chaplin, una vita al servizio della settima arte

Nato a Londra nel 1889, era figlio d’arte: entrambi i genitori erano infatti attori di varietà. Nel 1911 emigrò negli Stati Uniti, dove inizialmente patì la fame. Proprio da questa sua esperienza diretta nacque, in forma germinale, il personaggio di Charlot. Tre anni più tardi, fece il suo debutto nel 1914 nel mondo del cortometraggio. Da lì in poi le cose non sarebbero state più le stesse per il cinema. In un periodo in cui il mondo era nel pieno del primo grande conflitto, i corti di Charlie Chaplin arrivavano alle persone come una brezza d’aria fresca. Charlot (così ribattezzato definitivamente da un produttore francese nel 1915), il Vagabondo, passa presto da una macchietta nullafacente a simbolo di umanità.

Grazie alle sue vicende il pubblico lo recepisce come lo strumento di amore universale tra simili. Al contempo, riflette, in chiave comica, il processo di alienazione che la metropoli ha comportato, come possiamo assistere in Tempi moderni (1936). Ma, sicuramente, raggiunge il punto più alto nel ridicolizzare il regime Nazifascista, grazie a Il grande dittatore (1940). In uno dei monologhi più celebri dell’intera storia del cinema, Charlie Chaplin si offre in una sorta di discussa parodia di Adolf Hitler (ai tempi suo grande estimatore). Ed è qui che sintetizza, in un accorato appello di speranza, ciò che è forse alla base della sua intera poetica: “Usciremo dall’oscurità verso la luce, vivremo in un mondo nuovo, in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio e della loro brutalità“.

Charlie Chaplin: il triste epilogo

A seguito di alcuni episodi di carattere politico che ne hanno probabilmente compromesso la carriera, nel 1953 Charlie Chaplin dovette trasferirsi con la famiglia in Svizzera. Chaplin non nascose mai, infatti, le simpatie per le ideologie di sinistra. Ciò, unitamente alla sua presunta origine ebraica, gli causò non pochi problemi, tanto da essere trascinato davanti alla Commissione per le attività antiamericane poiché sospettato di Comunismo. Perciò, nel 1952 si vide annullato il permesso di vivere negli Stati Uniti, trasferendosi in Europa. Nel 1972 ricevette un Oscar alla carriera e, sempre nello stesso anno, uno per la miglior colonna sonora per la pellicola Luci della ribalta (realizzata circa vent’anni prima). Ed è qui che morì, il 25 dicembre 1977 l’inestimabile autore. La sua storia e le sue opere, tuttavia, lo rendono tuttora immortale, nonché una delle figure fondamentali e peculiari dell’intero Novecento.

Cinema e tv

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva con incursioni sui social.