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Cristiana Capotondi e il calcio: «La rivoluzione delle calciatrici italiane»

L'attrice si è raccontata a "Grazia" parlando di donne, quote rosa e femminilità

«Credo molto nella lotta delle calciatrici italiane per diventare professioniste. Ma le ammiro anche da un punto di vista sociale: le considero delle rivoluzionarie pacifiche». Così Cristiana Capotondi, oggi anche capo delegazione della Nazionale Femminile, si racconta in un’intervista a Grazia.
«Stanno imponendo un’immagine di donna che mi piace molto, svincolata dalla sensualità e dall’avvenenza: usano il corpo per giocare e lo fanno grazie alla loro determinazione, che nasce dalla loro volontà di realizzare un sogno. Hanno fatto fatica ad arrivare dove sono. Avvicinarsi al calcio da bambine, giocare talvolta con i maschi, essere sempre prese in giro, le ha costrette ad affrontare momenti difficili che le ha rese intelligenti e forti». Un parere che l’attrice, dal 3 gennaio 2021 protagonista del film tv Chiara Lubich. L’amore vince tutto, sostiene con fervore.

Cristiana Capotondi e la «proteina della femminilità»

Sulle quote rosa, l’attrice aggiunge: «Sono un’opportunità, ma a lungo termine possono essere controproducenti. Nella nostra società non ci sono dubbi sul valore delle donne, ma le donne devono prendersi quegli spazi che sono sempre stati tradizionalmente più maschili, come lo sport o le materie scientifiche. Hanno gli strumenti per farlo. Perché la “proteina della femminilità”, cioè l’accoglienza, l’ascolto, la capacità di pacificazione, sono utili in ogni ambito. Accade anche nella politica e non mi ha stupito che durante la pandemia i Paesi guidati da leader donne abbiano reagito meglio all’emergenza».
Cristiana Capotondi è anche tesoriere dell’associazione Unita, che riunisce ormai mille attrici e attori con l’obiettivo di trovare soluzioni per la categoria dello spettacolo, uno dei settori più sofferenti in questa pandemia. «Dialogando con le istituzioni e il ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini, abbiamo raggiunto già un traguardo importante: il fondo ristori di 20 milioni per la nostra categoria e le maestranze».
Sul compagno Andrea Pezzi, ex conduttore televisivo, oggi imprenditore digitale, dice : «È l’uomo che mi dà pace, è la persona giusta. Con il passare del tempo, se ognuno è fan dell’altro, il rapporto non può che migliorare». L’intervista completa è disponibile sul numero di Grazia di questa settimana.

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