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Usa, irruzione dei sostenitori di Trump al Congresso. Scontri con la polizia: “C’è un ferito grave”

Sospesa la ratifica dell'elezione a presidente di Joe Biden, assemblea evacuata

Ore 22:24 – “Elezioni rubate ma andate a casa, e andate a casa in pace“. Questo il videomessaggio su Twitter e sui social di Donald Trump, il presidente ancora in carica, ai suoi sostenitori che da ore assediano il Congresso e che hanno fatto irruzione all’interno.

AGGIORNAMENTO Ore 22:12 – “Sia molto chiaro – è il tweet del presidente eletto Joe Biden -: le scene di caos al Campidoglio non rappresentano chi siamo. Quello che stiamo vedendo è un piccolo numero di estremisti dediti all’illegalità. Questo non è dissenso, è disordine. Confina con la sedizione e deve finire. Adesso.” Per Biden quello che sta accadendo è “una minaccia alla nostra democrazia senza precedenti“.

Sono ore drammatiche a Washington. La sede del Congresso degli Stati Uniti, Capitol Hill, è circondata dalle forze dell’ordine, impegnate a disperdere i migliaia fan di Donald Trump giunti per occupare il Parlamento. I manifestanti hanno circondato il Congresso salendo anche sulle gradinate e le balconate mentre era in corso la certificazione della vittoria di Joe Biden che è stata sospesa.

“Una donna è grave”

La tensione è altissima e la polizia ha usato i lacrimogeni. Alcuni sostenitori del presidente uscente sono comunque riusciti a entrare. Ci sono stati alcuni tafferugli, e c’è anche qualche uomo armato. Una donna sarebbe ferita in modo grave. La protesta era stata incoraggiata dal presidente uscente, Donald Trump, che ora invita i suoi alla calma. Washington ha proclamato il coprifuoco. Proteste anche in Georgia.

L’appello di Trump

“Per favore, supportate la nostra polizia e le nostre forze dell’ordine. Sono davvero dalla parte del nostro Paese. State tranquilli”, ha affermato via Twitter Trump prima di accusare il vice presidente di non avere coraggio. “Mike Pence non ha avuto il coraggio di fare quello che sarebbe stato necessario per proteggere il Paese e la costituzione, dando agli Stati la possibilità di ratificare correttamente i voti. Gli Usa chiedono la verità”. Il Pentagono ha negato la richiesta delle autorità di Washington di dispiegare la Guardia Nazionale al Congresso, assediato dai fan di Donald Trump, e riportare la calma. Ma poi lo stesso presidente uscente l’avrebbe accolta autorizzando l’impiego della Guardia.

La polizia estrae le pistole

All’interno di Capitol Hill dopo l’irruzione dei fan di Donald Trump ci sono stati alcuni confronti violenti, e uno con armi alla mano all’ingresso della Camera. La polizia ha estratto le pistole per proteggere i parlamentari. Gli agenti avevano invitato i deputati e i senatori a usare le maschere antigas, se si fosse reso necessario. Nel suo comizio dalla Casa Bianca Trump aveva ribadito di aver vinto con 75 milioni di voti, “di gran lunga più della prima volta”. Il presidente ha attaccato i media, “il problema più grande”, e Big Tech. “La presidenza appartiene agli americani. Non ritengo che i padri fondatori volessero investire il vicepresidente con l’autorità unilaterale di decidere quali voti devono essere contati e quali no”. Lo ha affermato Mike Pence in una nota sul conteggio dei voti elettorali, respingendo così l’invito di Donald Trump a capovolgere il risultato elettorale in Congresso.

Evacuato il vicepresidente

Il vicepresidente è stato fatto evacuare dopo l’assedio dei fan del tycoon. Trump ha lanciato nuove accuse di brogli, dicendo che anche i ballottaggi in Georgia per il Senato vinti dai democratici sono stati “rubati”, “truccati”. “Questa volta è andata un po’ meglio perché avevamo più occhi per controllare le elezioni ma sono riusciti a truccarle lo stesso”, aveva detto al comizio. “Le elezioni non sono state rubate. Non ci sono stati brogli. Il Congresso non può nominarsi come il board delle elezioni: capovolgere il risultato delle elezioni significa danneggiare la repubblica per sempre”. Lo ha dichiarato Mitch McConnell, il leader dei repubblicani in Senato, voltando le spalle al suo alleato degli ultimi quattro anni.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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