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Stato di emergenza Covid, il Cts: “Va prolungato fino a tutto luglio”. L’Oms: “Ecco le 10 priorità sanitarie del 2021”

Il Comitato tecnico scientifico spinge per misure più drastiche

L’Italia deve prolungare lo stato di emergenza per il coronavirus fino al 31 luglio prossimo. Questa l’indicazione emersa nel corso della riunione del Comitato tecnico scientifico che affianca il governo, secondo quanto riporta Adnkronos. In realtà finora l’ipotesi prevalente per il nostro Paese era quella di prorogare lo stato di emergenza per il Covid-19 fino al 30 aprile. Ma il Cts, come viene sinteticamente abbreviato in sigla il Comitato degli esperti, fa una raccomandazione ben più forte.

Cosa funziona lo stato di emergenza

Lo stato di emergenza implica la possibilità di adottare misure forti per il contrasto alla pandemia, proprio come è avvenuto lungo tutto il corso dell’anno passato, l’annus horribilis 2020. Dunque decreti d’urgenza, come i Dpcm, contenenti misure restrittive e lockdwon nazionali se necessario. Vedremo. Una decisione il governo non l’ha ancora presa. E di solito il premier e i ministri fanno una concertazione con i tecnici ma poi stabiliscono decisioni di compromesso per trovare un’intesa che tenga conto di tutte le esigenze. Come quelle economiche e sociali. L’obiettivo è sempre quello di contemperare le esigenze dell’emergenza sanitaria del Covid con i suoi effetti sul lavoro, i redditi delle famiglie e, non ultimo, l’ordine pubblico.

Dichiarazione Oms in dieci punti

Una cosa è certa: la pandemia del coronavirus è fra le priorità assolute dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per tutto il 2021. In questi giorni scorsi sono emersi i dieci obiettivi dell’agenzia sanitaria dell’Onu a livello globale. Fra questi: assicurare, soprattutto per i paesi poveri, l’accesso rapido ai vaccini per il Covid-19. Rilanciare la lotta ai batteri resistenti agli antibiotici e le campagne vaccinali contro malattie infettive come il morbillo. Senza dimenticare “nemici storici” come l’Hiv, la malaria e l’epatite, così come gli screening e le cure per malattie non trasmissibili. Quali il diabete. Ma anche i tumori.

Nascerà la Bio Bank

Il 2020, scrive l’Oms, “è stato un anno devastante per la salute globale” e “la pandemia minaccia di frenare i progressi conquistati a fatica negli ultimi due decenni”. Serve dunque unire le forze per prevenire affrontare nuove emergenze sanitarie. Secondo quanto riporta sull’Ansa Livia Parisi, fra gli obiettivi elencati dall’Oms c’è anche l’istituzione di una Bio Bank. Vale a dire “un sistema concordato a livello globale per condividere campioni di patogeni”.

Il 2021, l’anno dei vaccini

Il 2021 dovrà segnare nuovi progressi anche per ciò che riguarda la lotta contro malattie infettive che ha subìto rallentamenti a causa della pandemia di coronavirus. Si dovranno rilanciare le campagne vaccinali contro la polio e persino quella contro il morbillo. In questo senso, spiega l’Oms, bisognerà anche “lavorare per migliorare l’accesso al vaccino per l’Hpv, porre fine all’Aids, alla tubercolosi, alla malaria e per eliminare l’epatite virale entro il 2030″. Altra questione centrale restano le malattie non trasmissibili: dall’Alzheimer ai tumori, rappresentano 7 delle 10 principali cause di morte, oltre ad aggravare l’infezione da Sars-Cov-2. L’impegno quindi è a migliorare l’accessibilità “a screening e trattamenti”.

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.

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