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Artifici instabili, Storie di Ceramiche: la mostra al Nuovo Museo Nazionale di Monaco

Fino al 21 febbraio 2021 Villa Sauber ospita 120 esemplari di ceramiche di artisti internazionali

La ceramica non è una futilità“, dichiarò Paul Gauguin. L’artista nel 1887 profetizzò che un giorno gli sarebbe stato attribuito il merito di aver elevato questa pratica a livello dell’arte. Liberata così dalle classificazioni, la ceramica continuò la sua emancipazione nel secolo successivo. Fino al 21 febbraio 2021, grazie alla mostra Artifici instabili, Storie di Ceramiche, a Montecarlo si potranno ammirare 120 esemplari di ceramica di artisti internazionali. L’esposizione sarà visitabile al Nuovo Museo Nazionale di Monaco a Villa Sauber. Un vero e proprio viaggio di invenzioni e sperimentazioni. Si osserverà la diversità, non solo di forme e decorazioni, ma anche dei processi di lavorazione della ceramica stessa.

Artifici instabili, Storie di Ceramiche: in esposizione anche il vasellame artistico di Montecarlo

La mostra raccoglie le prime produzioni di vasellame artistico di Monaco, prodotte dal 1871 al 1918 e più di 120 esemplari di artisti internazionali. L’esposizione trasporta il visitatore nella storia della ceramica degli spazi di Villa Sauber. Attraverso una cernita di numerose opere di artisti di caratura internazionale, Cristiano Raimondi, il curatore ospite, ha ideato una scenografia a metà strada tra il laboratorio e la stanza delle curiosità. Il tutto è stato concepito grazie a due designers. C’è infatti l’impronta dello svizzero Adrien Rovero per i tavoli e del cipriota Michael Anastassiades per le lampade prodotte da Flos.

La ceramica, nel corso degli anni, non ha mai smesso di rimettere in discussione la sua genesi. Nel rapporto dell’oggetto d’arte con la mercanzia ed esplorando sempre più gli anfratti di una metafisica propria a questo mezzo. Queste considerazioni riecheggiano soavemente tra le opere, costituendo la narrativa. Tra gli artisti in mostra troviamo: Aaron Angell, Eugène Baudin, Chiara Camoni, Johan Creten, Albert Diato, Simone Fattal, Ron Nagle, George Ohr, Pablo Picasso, Brian Rochefort, Magdalena Suarez Frimkess.

Per la prima volta a Montecarlo, in un unico luogo, lo spettatore è immerso in uno spettacolare tour tra invenzioni e sperimentazioni artistiche nate attraverso i vari processi di lavorazione della ceramica

Questa nella sua diversità, non solo delle forme e dei decori, ne svela un fascino originale quando è manipolata da artigiani ed artisti. Attraverso una scenografia immaginata e realizzata a metà strada tra un laboratorio e un gabinetto delle curiosità, si parte dalle prime produzioni della fabbrica Poterie artistique de Monaco. Nel 1874 emergono infatti decorazioni floreali e animali molto colorati, così come i limoni e l’uva spesso raffigurati con la paglia intrecciata smaltata.

Il secondo periodo della Ceramica di Monaco (1907-1914) è rappresentato dalle opere del ceramista francese Eugène Baudin, che si stabilì nella regione nel 1906. Sempre in connessione con il Principato troviamo il monegasco Albert Diato, artista multidisciplinare. Ha scoperto infatti la lavorazione dell’argilla nell’officina Madoura a Vallauris e ha contribuito alla rivoluzione estetica della ceramica negli anni Cinquanta. La presentazione di assemblaggi ceramici da parte di Pablo Picasso negli stessi laboratori aprirà poi nuove prospettive nei campi della creazione occidentale contemporanea, offrendo così altre storie di artifici instabili.

L’italiana Chiara Camoni e il siro-libanese Simone Fattal danno vita in Artifici instabili, Storie di ceramiche a creature mitologiche e archetipiche

Scuotendo i codici, la venezuelana Magdalena Suarez Frimkess ha saputo rinnovare la ceramica americana conferendole una funzione di rivendicazione socio-politica. L’americano Ron Nagle sfugge invece alle convenzioni del suo tempo. L’artista si avvale di pezzi ispirati ai paesaggi e ai dettagli architettonici della città di San Francisco, alla cultura giapponese e all’ opera di Giorgio Morandi. Infine, Johan Creten è un osservatore sovversivo che trascrive nell’argilla l’arte della metamorfosi. Il potere totemico delle sue opere è rafforzato dai titoli, spesso molto evocativi.

Il Nuovo Museo Nazionale di Monaco di Villa Sauber sede espositiva

Situato al 17 di avenue Princesse Grace, il Nuovo Museo Nazionale di Monaco valorizza il patrimonio del Principato di Monaco e divulga la creazione artistica contemporanea attraverso l’allestimento di mostre temporanee nei suoi due spazi: Villa Paloma e Villa Sauber. Quest’ultima, sede dell’esposizione Artifici instabili, Storie di Ceramiche, è una delle ultime ville Belle Epoque di Montecarlo. Non si conosce con precisione la data della sua costruzione, ma è universalmente riconosciuto che agli inizi del Novecento apparteneva alla famiglia Blanc, che svolse un ruolo fondamentale nello sviluppo della Société des Bains de Mer e del Casinò di Montecarlo.

Nel 1904 il pittore Robert Sauber acquistò la villa da Edmond Blanc

Viste le similitudini che presenta con l’Opera costruita nello stesso periodo da Charles Garnier, la tentazione di attribuire la costruzione della Villa al celebre architetto della Belle Epoque è forte. Il pittore londinese collocò il suo atelier nell’ala ovest della Villa. Robert Sauber e sua moglie conservarono la villa, chiamata fin da allora Villa Sauber, per sei anni. Poco prima della dichiarazione della prima guerra mondiale la vendettero. Si avvicendarono vari proprietari prima che i Sauber riacquistassero la Villa nel 1925.

All’inizio degli anni Trenta i coniugi lasciarono in eredità la Villa ai Fondi di assistenza dei Tribunali ordinari di polizia di Londra. Quest’ultimi conservarono la proprietà per una quindicina d’anni. Negli anni l’edificio fu di proprietà di Nora Mac Caw, della Società Immobiliare dell’Avenue Princesse Grace e della Società Immobiliare Demaniale di Monaco. Dal 1969 la location, comprensiva degli spazi esterni, appartiene allo Stato monegasco, che la utilizza per importanti esposizioni come questa in corso: Artifici instabili, Storie di Ceramiche.

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Elena Parmegiani

Organizzatrice d’eventi e presentatrice. Consegue la Maturità Classica e la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Inizialmente organizza gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari.Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House di Palazzo Colonna a Roma. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. È consulente di eventi aziendali e privati e scrive di moda, arte e spettacolo.
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