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Covid, in vigore il nuovo Dpcm ma è allarme vaccini: Pfizer taglia la fornitura del 29%. Crisi: trattative all’ultimo voto per salvare il Governo

Sono ormai oltre 2 milioni i morti per Coronavirus in tutto il mondo

In attesa della nuova ripartizione dell’Italia per aree di rischio Covid, il 17 gennaio, entra in vigore oggi sabato 16 gennaio il nuovo Dpcm. Misure restrittive fino agli inizi di marzo per tentare di arginare l’epidemia che rischia di andare fuori controllo. Brutte notizie sul fronte vaccini: Pfizer consegnerà all’Italia circa il 29% in meno delle dosi previste, per un intervallo di tempo che dovrebbe durare una settimana. E si apre un weekend di trattative no stop fra Montecitorio e Palazzo Madama: martedì in Senato l’appuntamento decisivo per le sorti del Governo Conte che potrebbe non ottenere la fiducia.

Regole e restrizioni

Misure restrittive per due mesi, zona gialla “rafforzata” – vietati gli spostamenti fra regioni anche se gialle – coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino. Sono alcune delle misure restrittive in vigore da oggi 16 gennaio in base al nuovo Dpcm anti Coronavirus. Restano molte delle limitazioni già introdotte nel corso del periodo delle festività natalizie. Non si potranno accettare visite private con più di due persone, salvo minorenni o persone disabili e resta la possibilità per chi vive nei comuni sotto i 5mila abitanti, pari al 61% dei comuni italiani, di muoversi entro un raggio di 30 chilometri (ma senza recarsi nel capoluogo di provincia). Da domani, tuttavia, ripartizione dell’Italia per fasce come prima del lockdown di Natale. Dodici le regioni in zona arancione, sei quelle in zona gialla e tre – Alto Adige, Lombardia e Sicilia – in zona rossa. Varranno dunque regole un po’ diverse a seconda della colorazione.

Vaccini, improvviso stop

E da lunedì 18 gennaio la Pfizer consegnerà all’Italia circa il 29% di vaccini in meno. “Pfizer ha unilateralmente deciso in quali centri di somministrazione del nostro Paese ridurrà le fiale inviate”, ha reso notoil Commissario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri. “Grave la scelta dell’azienda: riveda i propri intenti e sono costretto a tutelare in altro modo il diritto alla salute dei cittadini”, ha annunciato lo stesso Arcuri. A stretti giro la replica del colosso farmaceutico internazionale. Pfizer rassicura: “Dal 25 gennaio riprenderà la normale fornitura”.

Guerra di numeri in Parlamento

Nelle ore frenetiche di questo fine settimana si colloca a pieno la crisi di governo. Ormai si è alla svolta: lunedì 18 alla Camera e soprattutto martedì 19 in Senato, i parlamentari decideranno le sorti dell’esecutivo. È una guerra di numeri in vista del voto di fiducia in Aula. Il premier Conte vuole un chiarimento e rilancerà un patto di legislatura per ottenere l’appoggio della maggioranza sia a Montecitorio che a Palazzo Madama. Affronterà la sfida aperta da Matteo Renzi con Italia Viva, e cercherà di far sopravvivere il governo. Il Pd di Nicola Zingaretti si dice pronto a sostenere un allargamento della maggioranza, ma chiede di concretizzare quel cambio di passo invocato a più riprese nelle ultime settimane.

Italia Viva prova a rientrare in partita

Mentre Italia viva, dopo aver ritirato le ministre e aver aperto la crisi, ora lascia uno spiraglio. “Se Conte scioglie alcuni nodi, ci siamo”. Qualsiasi passo indietro è impossibile, dice però Vito Crimi, capo politico del M5S. “Con Renzi la situazione è e resta invariabile: abbiamo chiuso”. Raggiungere quota 161 – la maggioranza assoluta dei senatori a Palazzo Madama -, vale a dire la maggioranza assoluta, appare una chimera. E se l’ex sindaco di Firenze fissa qui l’asticella, i ragionamenti della maggioranza di governo sono diversi. Basterà incassare la fiducia, anche se ci si dovesse fermare, come appare molto probabile, sotto questo traguardo. Sono giornate di trattative e contatti con i “costruttori”. E intanto arriva il secondo “contenitore” che potrebbe ospitare i responsabili. Dopo l’apertura del Psi, anche il Movimento per gli italiani all’estero, che vota da sempre a sostegno dell’esecutivo, cambia nome e diventa “Maie-Italia 23”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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