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Usa, Biden verso la Casa Bianca: l’Inauguration Day sarà blindato da 25mila militari. Trump volerà in Florida. I social bloccano eventi a Capitol Hill

Il presidente uscente lascerà la White House prima dell'arrivo del neo presidente

Cresce la tensione negli Stati Uniti. Mancano ormai pochissimi giorni all’Inauguration Day di Washington, ovvero alla cerimonia di insediamento del 46° presidente, Joe Biden e della vicepresidente – per la prima volta in assoluto una donna – Kamala Harris, mercoledì 20 gennaio. La Guardia Nazionale ha inviato 25mila militari a Capitol Hill. Sarà sul fronte esterno del Campidoglio, infatti, che si svolgerà la cerimonia del giuramento.

Timore per nuovi assalti

Dopo l’assalto dei sostenitori di Trump lo scorso 6 gennaio alla sede del Congresso, tuttavia, si sono moltiplicati gli allarmi dell’FBI (la polizia investigativa federale) su possibili nuovi attacchi armati ovunque negli Stati Uniti. E in primo luogo al Campidoglio. La sicurezza aumenta in tutto nel Paese. E sono passati da 21mila a 25mila i militari della Guardia nazionale che presidieranno l’insediamento del presidente Joe Biden a Washington. Il Pentagono ha autorizzato un ulteriore rafforzamento dell’imponente dispositivo deciso dopo l’assalto a Capitol Hill dell’Epifania. Ma anche a causa delle minacce di gruppi dell’estrema destra.

Resa dei conti al Congresso

Il presidente uscente Donald Trump ha fatto sapere che lascerà la Casa Bianca la mattina di mercoledì, poche ore prima della cerimonia. A bordo dell’elicottero Marine One raggiungerà la base di Andrew. Da lì si imbarcherà per l’ultima volta sull’Air Force One. Vuole raggiungere la residenza di Mar-a-Lago, a West Palm Beach, in Florida. Al Congresso, intanto, è resa dei conti. “Se si scopre che i membri del Congresso sono stati complici di questa insurrezione, se hanno aiutato e favorito il crimine, potrebbero essere intraprese azioni oltre il Congresso”, ha detto la speaker della Camera americana Nancy Pelosi. Iniziative, ha specificato, “in termini di azione penale”. Il riferimento è all’ipotesi che rappresentanti del Congresso repubblicani possano aver aiutato i responsabili dell’assalto del 6 gennaio al Campidoglio.

“Stop agli estremisti di ogni parte”

Le autorità federali degli Stati Uniti non sono certo rimaste inerti. E agiscono in tutte le direzioni. Hanno arrestato in Florida un uomo che incitava sui social network a una contromanifestazione armata in risposta alle proteste a favore di Trump. Cortei e iniziative annunciate per domani 17 gennaio alla Florida State House, la locale Camera dei Rappresentanti a Tallahassee. Lo ha riferito il Dipartimento di giustizia. “Gli estremisti inclini alla violenza da entrambe le parti devono essere fermati e saranno fermati”, ha detto Lawrence Keefe, procuratore degli Stati Uniti per il distretto settentrionale della Florida.

Le contromisure di Facebook

Facebook, intanto, ha stabilito di bloccare chiunque userà la piattaforma social per organizzare eventi o raduni attorno a Capitol Hill. La decisione durerà fino a mercoledì 20 gennaio, quando a Washington si celebrerà l’Inauguration Day. Il social lo ha annunciato con un post, spiegando che si tratta di una misura decisa per limitare il rischio di nuove violenze dopo l’assalto al Congresso nel giorno dell’Epifania.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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