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Conte alla Camera: “La crisi non ha fondamento: l’Italia è sgomenta.” Appello ai deputati: “Ci aiuti chi ha a cuore il destino dell’Italia”

Il presidente del Consiglio cerca l'appoggio dei parlamentari all'ultimo voto

Un appello accorato alle “forze volenterose”: “Chi ha a cuore il destino dell’Italia ci aiuti. Se il Parlamento vorrà accordare la fiducia assicuro a tutti i cittadini che faremo tutto per il Paese e aggiungeremo il nostro cuore. Costruiamo questo nuovo vincolo politico aperto a tutti. Io sono disposto a fare la mia parte: Viva l’Italia, grazie!”. Con questo richiamo al termine di un lungo discorso, il premier Giuseppe Conte ha parlato nell’Aula della Camera dei Deputati per cercare un chiarimento sulla crisi di governo apertasi dopo lo strappo di Matteo Renzi e del suo partito Italia Viva. Forte richiamo alla responsabilità da parte del presidente del Consiglio. Ma anche all’importanza di tenere saldi i legami con l’Unione europea, e alla necessità di lavorare insieme per la ripartenza di un’Italia mai alle prese con così tante sfide in così breve tempo. I deputati sono ora chiamati al voto di fiducia.

I sacrifici chiesti agli italiani

“Il governo ha bisogno della massima coesione del più ampio consenso in Parlamento. Servono forze parlamentari volenterose. Donne e uomini capaci di sfuggire gli egoismi.  – ha scandito il premier in Aula -. Servono una scelta europeista e contro le logiche sovraniste. Questo governo intende modernizzare il Paese. Questo è il momento giusto per contribuire a questa prospettiva.” “Aiutateci a ripartire con la massima celerità”. “Cari cittadini – si è quindi rivolto Conte a tutti gli italiani -, avete pienamente ragione: la fiducia deve essere reciproca, vi stiamo chiedendo tanti sacrifici e avete offerto una risposta di grande responsabilità”. “Con il voto di oggi confido che anche le istituzioni sappiano rispondere alla vostra fiducia”.

La Costituzione, l’Europa, l’epidemia di Covid

Due le discriminanti alle quali il presidente del Consiglio ha fatto riferimento nel suo discorso ai deputati. “Il convinto ancoraggio ai valori costituzionali e la solida vocazione europeista del nostro Paese in modo da consentire all’Italia di tornare protagonista dello scenario europeo”. “All’inizio del 2020 le condizioni del nostro progetto si sono dovute misurare con la pandemia – ha sottolineato -, è una sfida di portata epocale. La società è segnata da paure primordiali, ci sentiamo fragili. La politica è stata costretta a misurarsi come mai in passato con la scienza, con la tecnica, nelle difficoltà di fornire risposte anche per una severa recessione economica. Abbiamo introdotto primi in Occidente restrizioni ai diritti della persona, con equilibri delicatissimi da ricercare. Poi tutti ci hanno seguito. La maggioranza ha mostrato risolutezza di azione.”

“Io qui a testa alta”

“Abbiamo operato sempre le scelte migliori? Le scelte più giuste? Posso dire che il governo ha operato i bilanciamenti di volta in volta col massimo scrupolo con la consapevolezza delle conseguenze di immane portata che si sarebbero prodotte nei singoli e nella comunità”. “Se io oggi a voi e ai cittadini posso parlare a testa alta è per la consapevolezza di aver impegnato tutte le energie a favore della comunità nazionale. Nel dibattito pubblico alcuni hanno opinato che la pandemia avrebbe schiacciato la politica. Il dialogo con la scienza si è infittito ma mai come ora la politica si è dovuta occupare dell’interesse della collettività. Tutta politica la scelta di destinare oltre 100 miliardi di euro di indebitamento netto alle famiglie e ai lavoratori, misure apprezzate anche dal premio Nobel per l’Economia, Paul Krugman. Lo storico accordo sul Next Generation EU (il cosiddetto Recovery fund, ndr.), per il quale l’Italia ha avuto un ruolo propulsivo, ha impresso alla politica europea una svolta irreversibile.”

Rilancio dell’Italia e patto di legislatura

“Abbiamo posto le basi per un deciso rilancio della crescita del nostro Paese – ha insistito Conte -. La risposta del governo è visibile. Oltre 21 miliardi di risorse sono disponibili per la sanità, fino al 2026. Per la scuola e l’università abbiamo ampliato le risorse. Da luglio una grande riforma: l’assegno unico per figlio a carico che coinvolgerà 21 milioni di persone. Ma non è un intervento isolato. Robusti incentivi agli investimenti privati: transizione verde e digitale, occupazione femminile giovanile. Abbiamo introdotto il superbonus al 110% per l’adeguamento degli edifici. Abbiamo una chiara visione strategica – ha sostenuto il presidente del Consiglio -: mi riferisco al fondo per le Pmi e al patrimonio gestito da Cassa depositi e prestiti che potrà contribuire alla crescita delle imprese. Il decreto semplificazioni prepara il terreno per le opere pubbliche.”

Responsabilità e unità

“Anche le forze di opposizione hanno contribuito a passaggi critici fondamentali, come nelle votazioni per lo scostamento di bilancio. Anche a questo dialogo abbiamo potenziato le misure per gli autonomi e le partite Iva. Proprio ora dobbiamo ritrovare le ragioni di chi crede alla politica come servizio alla comunità nazionale e pensiero e azione per il Paese. Dopo questo tornante della storia umana nulla sarà come prima. Esponenti di Italia Viva hanno deciso di smarcarsi, con l’astensione delle ministre.”

La crisi, frattura grave

“Lo scorso 13 gennaio in una conferenza stampa sono state confermate delle ministre. Si è aperta una crisi. Che deve trovare qui la sua soluzione, secondo i canoni essenziali di una democrazia parlamentare. È una crisi che avviene in una fase cruciale del nostro Paese. Tante famiglie soffrono per la perdita dei propri cari. Confesso di sentire un certo disagio. Sono qui per provare a spiegare una crisi di cui non ravviso alcun plausibile fondamento. Agli occhi dei cittadini le ragioni appaiono dissipate in contrappunti del tutto incomprensibili a chi si misura con la pandemia, con l’impoverimento.”

“Paese incredulo, ora il Recovery plan”

C’era davvero bisogno di aprire una crisi politica in questa fase? No. Abbiamo compiuto ogni sforzo per evitare che questa crisi potesse esplodere. Questa crisi ha provocato profondo sgomento nel Paese, fatto ancora più grave. Ha attirato anche l’attenzione dei media internazionali. Non si può pensare di recuperare quel clima di fiducia. Adesso si volta pagina. Questo Paese merita un governo coeso dedito a lavorare e tempo pieno per la ripartenza. I compiti sono molteplici tutti urgenti. Il piano dei vaccini sta procedendo a ritmo serrato, siamo i primi in Europa. Recovery plan: il Parlamento ha il Piano. Un pensiero di ringraziamento per le associazioni che rappresentano le categorie produttive. Voglio ringraziare il sindacato. e mi rivolgo a loro direttamente: state contribuendo a rafforzare il paese.”

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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