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In libreria: “Come un respiro”, di Ferzan Ozpetek

Un thriller dei sentimenti fra Roma e Istanbul

Terzo libro in 8 anni per Ferzan Ozpetek, che continua a scalare le classifiche di vendita e gradimento con il suo Come un respiro (Mondadori). Il celeberrimo e pluripremiato regista turco, naturalizzato italiano, è anche sceneggiatore e appunto scrittore. Di successo e di mistero. Grazie a Come un respiro, infatti, Ozpetek dà vita a un intenso thriller dei sentimenti. Una storia delle sue. Intricata, labirintica, che passa da una visione all’altra senza sosta. E che intreccia antiche e nuove verità.

Facile per il lettore sentirsi trasportato dal presente al passato: alla fine degli anni Sessanta. Da Roma a Istanbul, in un emozionante susseguirsi di colpi di scena, avanti e indietro nel tempo. Sì, anche qui torna l’amata Istanbul. Così com’era apparsa nel primo romanzo di Ferzan Ozpetek, intitolato Rosso Istanbul, nel 2013. In quel caso la grande e antichissima metropoli turca – altro non è che Bisanzio – faceva da palcoscenico a un racconto autobiografico, incentrato sul rapporto tra il regista e sua madre.

 

Una sconosciuta con una grande storia da raccontare

Qui, in Come un respiro, le cose cambiano. Si spazia da Istanbul-Bisanzio a Roma e viceversa. È una domenica mattina di fine giugno e Sergio e Giovanna, come d’abitudine, hanno invitato a pranzo nel loro appartamento al Testaccio due coppie di cari amici. Stanno facendo gli ultimi preparativi in attesa degli ospiti quando una sconosciuta si presenta alla loro porta. Molti anni prima ha vissuto in quella casa e vorrebbe rivederla un’ultima volta, si giustifica. Il suo sguardo sembra smarrito, come se cercasse qualcuno. O qualcosa. Si chiama Elsa Corti, viene da lontano e nella borsa che ha con sé conserva un fascio di vecchie lettere che nessuno ha mai letto. E che, fra aneddoti di una vita avventurosa e confidenze piene di nostalgia, custodiscono un terribile segreto.

Ferzan Ozpetek regista scrittore

Istanbul, sensualità e intrigo

Riaffiora così un passato inconfessabile. Capace di incrinare anche l’esistenza apparentemente tranquilla e quasi monotona di Sergio e Giovanna e dei loro amici, segnandoli per sempre. Chi è davvero Elsa Corti? Come mai tanti anni prima ha lasciato l’Italia quasi fuggendo, allontanandosi per sempre dalla sorella Adele, cui era così legata? Pagina dopo pagina, passioni che parevano sopite una volta evocate riprendono a divampare. E costringono ciascuno dei protagonisti a fare i conti con i propri sentimenti, i dubbi, le bugie. Il presente si mescola al passato per narrare la potenza della vita stessa, che obbliga a scelte da cui non si torna più indietro. Ma anche per celebrare – come solo Ozpetek sa fare – una Istanbul magica, sensuale e tollerante, con i suoi antichi hamam, i palazzi ottomani che si specchiano nel Bosforo, i vecchi quartieri oggi scomparsi.

Ferzan Ozpetek libro copertina Come un respiro

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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