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L’Italia rischia l’esclusione dalle Olimpiadi: atleti senza inno né bandiere. Conto alla rovescia per salvare la faccia

Il 27 gennaio la decisione del Cio se il Governo non approva un decreto ad hoc

Sembra davvero incredibile ma si va verso l’esclusione dall’Italia dalle Olimpiadi di Tokyo la prossima estate. Sempre che i Giochi si tengano, data l’emergenza planetaria dovuta alla pandemia di Covid. È questa infatti, la decisione del Cio – il Comitato olimpico internazionale – che l’organizzazione stessa ufficializzerà dopodomani mercoledì 27 gennaio.

Serve subito un decreto

Senza un decreto legge in 24 ore che risolva la questione dell’autonomia del Coni la figuraccia sarà globale. Gli atleti come Federica Pellegrini o Gregorio Paltrinieri, giusto per citarne due, potranno gareggiare solo come atleti indipendenti. Andranno cioè in gara senza bandiera e senza inno nazionale. Una cosa del genere, completamente surreale, è già accaduta. È successo infatti alla Bielorussia di Lukashenko e alla Russia degli scandali doping.

Si rischia un caso politico

Sarebbe davvero una figuraccia mondiale. Anche e soprattutto in ottica di Milano-Cortina 2026. In sostanza  vorrebbe dire anche la sospensione dei finanziamenti del Cio all’Italia. Insomma, una situazione delicatissima che solo il governo potrebbe sbloccare in extremis. Perché a Losanna (la città svizzera sede del Cio) hanno tutto pronto per ratificare l’esclusione dell’Italia dalle prossime Olimpiadi. Un caso politico senza precedenti visto che il decreto per dare autonomia al Coni è pronto, ma non viene ancora approvato.

Malagò (Coni): appello al Governo

L’ipotesi di un’esclusione dell’Italia dai Giochi olimpici di Tokyo sta creando tensione negli ambienti sportivi. Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, lancia un ultimo appello al Governo: “Siamo in una situazione probabilmente drammatica, anche se ancora teoricamente risolvibile”, ha dichiarato in videoconferenza all’audizione presso le Commissioni riunite Cultura e Lavoro della Camera dei Deputati. La seduta si è tenuta oggi 25 gennaio proprio in vista della scadenza imminente del 27 gennaio. Quando l’Executive Board del Cio (Comitato Olimpico) dovrà formalmente valutare la posizione dell’Italia in merito alla violazione della carta olimpica. “Fino al 27 gennaio, giorno in cui si riunisce il comitato esecutivo del Cio, abbiamo tempo – ha detto Malagò ai deputati -, ma serve un provvedimento tampone da parte del Governo che fermi la delibera. Non so cosa decideranno, ma quanto scritto fino a oggi non lascia spazio a equivoci”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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