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Olimpiadi a rischio per l’Italia, via libera dal governo al decreto sull’autonomia del Coni: salvi l’inno e la bandiera

Alla vigilia della decisione del Cio sulla ventilata esclusione dai Giochi di Tokyo

Il consiglio dei ministri ha approvato al mattino del 26 gennaio un decreto legge sull’autonomia del Coni, l’ente che sovraintende allo sport italiano. Lo scrive su Repubblica. Lungi dall’essere un mero atto burocratico-amministrativo, il decreto in questione può salvare all’ultimo minuto l’Italia dello sport da un rischio gravissimo: l’assenza alle prossime Olimpiadi estive di Tokyo, in Giappone. Il provvedimento arriva alla vigilia dell’Esecutivo del Cio (il Comitato olimpico internazionale) che ha all’ordine del giorno la questione. Domani 27 gennaio, infatti, è attesa a Losanna la decisione sulla partecipazione del nostro Paese ai Giochi.

Serve la formale autonomia del Coni

Sembra davvero incredibile ma, potenzialmente, la possibile esclusione dell’Italia dalle Olimpiadi di Tokyo si è materializzata. E il Cio potrebbe renderla effettiva, sebbene adesso, a decreto approvato, il pericolo appaia scongiurato. Nei giorni scorsi il Comitato olimpico internazionale aveva fatto sapere che la decisione sarebbe stata semplicemente inevitabile. Senza la formale autonomia del Coni (il Comitato olimpico nazionale italiano), in sostanza, l’organizzazione non avrebbe potuto ancora ammettere il nostro Paese ai Giochi olimpici.

Atleti in gara come “indipendenti”

Vorrebbe dire, per fare un esempio, che atleti come Federica Pellegrini o Gregorio Paltrinieri, giusto per citarne due, potrebbero gareggiare solo come atleti indipendenti. Andrebbero cioè in gara senza bandiera e senza inno nazionale. Una cosa del genere, completamente surreale, è già accaduta. È successo infatti alla Bielorussia di Lukashenko e alla Russia degli scandali doping. Sarebbe davvero una figuraccia mondiale. Anche e soprattutto in ottica di Milano-Cortina 2026.

Addio ai finanziamenti?

Ciò comporterebbe anche la sospensione dei finanziamenti del Cio all’Italia. Insomma, una situazione delicatissima che solo il governo può sbloccare in extremis. Cosa che dovrebbe a questo punto essere stata raggiunta grazie al decreto di stamani 26 gennaio. A Losanna (la città svizzera sede del Cio) avevano tutto pronto per ratificare l’esclusione dell’Italia dalle prossime Olimpiadi. Diventerebbe un caso politico senza precedenti.

La preoccupazione dei vertici sportivi

L’ipotesi di un’esclusione dell’Italia dai Giochi olimpici di Tokyo sta creando tensione negli ambienti sportivi. Che adesso però va stemperandosi. Lo stesso presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha informato il numero uno dei Cio, Thomas Bach. “Sono molto felice” ha commentato il capo del Comitato Olimpico Internazionale, riporta Repubblica. Malagò, aveva lanciato ieri 25 gennaio un ultimo appello al Governo: “Siamo in una situazione probabilmente drammatica, anche se ancora teoricamente risolvibile”. “Fino al 27 gennaio, giorno in cui si riunisce il comitato esecutivo del Cio, abbiamo tempo – aveva detto Malagò ai deputati -, ma serve un provvedimento tampone da parte del Governo che fermi la delibera.” La cosa si è verificata. Ora si attende la decisione finale del Cio di domani 27 gennaio.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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