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Covid, allarme degli esperti: “In Italia servono i soldati per distribuire il vaccino”. L’Aifa approva AstraZeneca

Un anno fa la proclamazione dello stato di emergenza per il Coronavirus

Fu alla fine di gennaio 2020 che scattò in Italia la proclamazione dello stato di emergenza per la pandemia di Coronavirus. Oggi, un anno più tardi, il nostro Paese e il mondo intero lottano ancora contro il Sars-CoV-2 e la patologia del Covid che, come causa o concausa di morte, ha ucciso in tutto il pianeta oltre 2,2 milioni di persone. In Italia le vittime sono ormai quasi 90mila.

Miozzo: “Bisogna fare molto di più”

Vedo ancora troppa improvvisazione in Italia” è il duro monito di Agostino Miozzo, coordinatore del Cts, il Comitato tecnico scientifico che affianca il governo. Miozzo però va oltre. E per la somministrazione dei vaccini propone l’utilizzo dei volontari della Protezione civile al fianco di militari e polizia. Domani 1 febbraio, intanto, scatterà la zona gialla in 16 regioni su 21. Nessuna sarà più in zona rossa ma 5 resteranno in zona arancione: Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la provincia di Bolzano. “Zona gialla non significa scampato pericolo -avverte il ministro della Salute, Roberto Speranza -. Serve ancora la massima prudenza se non vogliamo tornare indietro rispetto ai passi avanti delle ultime settimane”.

Dopo Pfizer anche AstraZeneca

Un’arma in più arriva dalla disponibilità del vaccino AstraZeneca. L’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa), a quanto scrive l’Ansa, ha infatti approvato il vaccino anti Covid-19 del gruppo farmaceutico britannico. Il vaccino è stato approvato con l’indicazione per l’utilizzo preferenziale dai 18 ai 55 anni. Non quindi per altre età. L’Aifa rileva in una nota di avere autorizzato il vaccino di AstraZeneca “per la prevenzione della malattia Covid-19 nei soggetti al di sopra dei 18 anni, come da indicazione Ema (agenzia europea del farmaco, ndr.)”. E aggiunge che la Commissione Tecnico-Scientifica ha suggerito “un utilizzo preferenziale dei vaccini a RNA messaggero nei soggetti più anziani e/o più fragili”. Dunque “un utilizzo preferenziale del vaccino AstraZeneca, in attesa di acquisire ulteriori dati, in soggetti tra i 18 e i 55 anni, per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide”.

Boccia: “4 milioni di dosi in arrivo”

A confermare l’urgenza di portare avanti a pieno ritmo la campagna di vaccinazioni è il ministro delle Autonomie Francesco Boccia. “A febbraio arriveranno ulteriori 4 milioni di vaccini che si sommano ai due già arrivati – ha dichiarato durante il vertice con le Regioni per l’adeguamento del piano vaccinale -. Devono essere garantiti e soprattutto noi dobbiamo somministrarli in tempi rapidissimi“.  A livello mondiale, infatti, la pandemia avanza ovunque. Stando al monitoraggio dell’americana John Hopkins University, i contagi globali sono oltre 102 milioni. Gli Stati Uniti si confermano il Paese più colpito del pianeta, con oltre 26 milioni di positivi. Seguono India (10,7 milioni) e Brasile (9,2 milioni). I decessi mondiali sono oltre 2,2 milioni, con gli Stati Uniti che ne hanno registrati quasi 440mila, ben più che nel corso di tutta la seconda guerra mondiale. In questa triste graduatoria l’Italia si colloca all’ottavo posto: oltre 2,5 milioni di positivi, 2 milioni di guariti e quasi 90mila morti.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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