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“Lui è peggio di me”, Marco Giallini e Giorgio Panariello raccontano il loro “sit-show”

Lo show inizierà domani, giovedì 4 febbraio, su Rai3

Esperimento. Leggerezza. Verità. Sono queste le parole usate più di frequente durante l’incontro con la stampa per la presentazione di “Lui è peggio di me”, il programma in onda su RaiTre alle 21:20 per quattro giovedì a partire dal 4 febbraio. Marco Giallini e Giorgio Panariello sono i mattatori, e padroni di casa, di quello che definiscono un “sit-show”, un late-show all’americana (con interviste e chiacchierate) anticipato alla prima serata, e contenente anche un po’ di sit-com.

Promettono di far divertire con la musica e l’interazione con i loro ospiti, e assicurano leggerezza con la volontà di staccarsi dall’attualità più stringente. “Siamo come due vicini di casa che devono convivere” spiega Giorgio Panariello. “Abbiamo due personalità differenti e due show diversi che si completano, con ospiti che entrano ed escono, a volte cercano Marco a volte cercano me, passano da una parte all’altra dello studio. Questo show diventa un porto di mare!”

Come convivono le due anime del programma? Grazie a uno studio diviso in due parti, e corredato di una sorta di pianerottolo, di zona franca in cui i due conduttori si incontrano e interagiscono. “L’idea è che ognuno fa per sé e Dio fa per tutti!” commenta divertito Panariello. “La mia parte di studio è quella tipica del late-show con una bella scrivania (ho sempre invidiato quella di Fabio Fazio a “Che tempo che fa”) e una poltrona comoda (mi è sempre piaciuta quella della Dandini), con le finestre dei programmi serali americani, dove si vede lo skyline di New York, Chicago o Philadelphia. Io magari avrò dietro il panorama di Civitavecchia ma ho voluto ispirarmi proprio a quello stile lì!”

“La mia parte di studio, invece, è in stile post-industriale” continua Giallini. “È un po’ come casa mia, con la batteria, la chitarra, gli strumenti musicali e i dischi. C’è anche la cucina perché mi piace stare ai fornelli. Insomma, c’è un contrasto tra i due ambienti che scimmiottano un’ambientazione da late-show e una più casalinga”.

La parte più legata alla musica e alla cucina è di competenza di Giallini, quella con interviste e chiacchierate amichevoli è appannaggio di Panariello. Ma nulla toglie che gli ospiti possano spostarsi da una parte all’altra dello studio, interagendo con entrambi i conduttori. Due zone diverse, una più rumorosa l’altra più riflessiva, una più vivace l’altra un po’ più seria. “Per quanto riguarda i temi che tratteremo nei nostri monologhi, cercheremo di stare il più possibile lontani da ciò che ci accade intorno” puntualizza Panariello.

“Vogliamo dare al pubblico un po’ di stacco, vogliamo raccontare la verità, quello che pensiamo e viviamo in questo momento. Ci saranno molte riflessioni personali, legate alla nostra vita e alle nostre esperienze.” Niente spazio alla politica, se non intesa in senso lato. “Facciamo difficoltà ad affrontare temi troppo attuali, non siamo in diretta” spiega Panariello. “Le cose cambiano così velocemente e accadono talmente tanti eventi che è impossibile starci dietro essendo noi registrati. Scrivere di attualità e politica è sempre più difficile, la realtà ormai supera abbondantemente la fantasia. Cerchiamo di fare approfondimenti sociali perché non ci va di essere superficiali, ma non voglio entrare in certi sistemi. È preferibile toccare temi personali e musicali, nel caso di Marco in particolare, perché comunque qualsiasi cosa si dica è politica. E poi magari possono essere gli ospiti a fare politica, ma noi preferiamo non avvelenarci”.

Tra gli ospiti che si alterneranno in casa Giallini-Panariello, si contano tanti personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, perlopiù amici dei conduttori. Ecco dunque che nella prima puntata vedremo Kasia Smutniak, Francesco De Gregori, Paola Turci, Filippo Lamantia, Antonello Venditti, Marco Travaglio, Marracash e Piero Dorfles.

“Marracash canterà una canzone accompagnato dalla nostra band di altissimo livello: io strimpellerò qualche nota alla chitarra con loro e poi parleremo un po’” anticipa Giallini. “Lo chef Filippo Lamantia, invece, cucinerà un bel piatto di pasta che porterà a Giorgio”. “Ci divertiremo anche a smontare un po’ l’idea di intellettualità di RaiTre. Ecco perché, ad esempio, mentre io mi sto mangiando la pasta di Lamantia arriva all’improvviso Piero Dorfles” completa Panariello, svelando alcuni temi del primo appuntamento dello show.

A proposito della collocazione su RaiTre, il Direttore Franco Di Mare precisa: “Si tratta di uno show sperimentale, diverso, non fatto con il papillon e i lustrini. Non è un programma da prima serata di RaiUno, si adatta meglio allo spirito della mia rete. È un esperimento che potrà essere ripetuto, è un lancio nuovo che aveva bisogno di quell’intimità che questa rete può garantirci.”

Quanto all’idea del programma, Di Mare spiega: “Lo show nasce da un’intuizione di Friends And Partners, che me lo venne a proporre il luglio scorso. L’idea mi stuzzicò subito. Il titolo rimanda alla pellicola del 1985 diretta da Enrico Oldoini con Renato Pozzetto e Adriano Celentano. Personalmente mi veniva di più in mente “La strana coppia”, il film con Jack Lemmon e Walter Matthau del 1968, che metteva in contatto due caratteri estremamente opposti, che faticano a stare insieme eppure non riescono a fare a meno l’uno dell’altro. È un po’ quello che è accaduto nella vita vera e professionale di questi due meravigliosi artisti. Giallini e Panariello sulla carta sono molto distanti, eppure si attraggono e producono cose straordinarie”.

Già, Giallini e Panariello sono artisti piuttosto diversi, che sono venuti a contatto durante una cena. “Ci siamo conosciuti e piaciuti subito. Poi ho fatto una serie di dirette su Instagram, e una volta ho invitato Marco a farne una con me” ricorda Panariello. “Ci siamo divertiti molto, poi ci siamo conosciuti in modo più approfondito. Da parte mia avevo voglia di fare un programma tv più piccolo rispetto al passato. Ho saputo poi che anche Marco aveva intenzione di fare uno show su RaiTre che fosse diverso da tutte le cose che aveva già fatto in televisione, un programma in cui suonava, parlava di musica, invitava persone. Quindi ci è venuto in mente di metterci insieme, lo show è nato quasi di getto. Non abbiamo voluto fare un varietà classico, e ci siamo inventati questo format, mantenendo la verità iniziale dell’incontro delle nostre idee”.

“Per me la difficoltà più grande è stato guardare dentro la telecamera” racconta Giallini. “Posso dire di aver fatto tanto cinema, ma le cose lì sono del tutto diverse. Qui la difficoltà era capire dove guardare, all’interno di quale obiettivo. Giorgio è stato molto prezioso in questo, mi ha dato tanti insegnamenti e grande aiuto. E poi è bellissimo interagire con lui, dividere la scena e trovarsi insieme in quella specie di pianerottolo in cui possiamo anche esporre testi che abbiamo scritto insieme”.

Unica nota dolente del programma, soprattutto per un uomo di teatro come Giorgio Panariello, è la mancanza di pubblico dal vivo. “Per me è stato uno shock non avere gli spettatori, non sentire le reazioni della gente alle battute. Non avendo la risposta della risata abbiamo cercato di fare, più che un monologo, uno sfogo, un colloquio. È triste tutto questo. È triste il fatto che i teatri e i cinema siano ancora chiusi”.

“La cultura è sempre stata trattata un po’ l’ultima o penultima ruota del carro” aggiunge Giallini. “Vittorio Mezzogiorno in un’intervista disse “Noi dobbiamo più a Fellini e a Mastroianni che a tutte le agenzie di viaggio in Italia, se la nostra economia a livello di turismo si è così ingrandita”. Una grande verità”. Appunto. La verità. Che con leggerezza e sperimentazione Marco Giallini e Giorgio Panariello tenteranno di rispettare in “Lui è peggio di me”.

Martina Riva

Musica&Cinema

Da sempre appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo dell’intrattenimento, mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi di laurea in Storia del Cinema sul film “Lolita” di Stanley Kubrick. Finita l’università, mi sono trasferita a Los Angeles, dove, tra le altre cose, ho ottenuto un certificate in giornalismo a UCLA; nella Città degli Angeli ho lavorato per varie TV tra cui KTLA, dove per tre anni mi sono occupata principalmente di cinema, coprendo le anteprime mondiali dei film e i principali eventi legati al mondo spettacolo (Golden Globes, Academy Awards, MTV Awards e altri). Nel 2005 sono approdata alla redazione spettacoli di SKY TG24 dove ho lavorato come redattrice, inviata ai Festival e conduttrice. Le mie passioni principali, oltre al cinema, sono i viaggi, il teatro, la televisione, l’enogastronomia e soprattutto la musica rock. Segni particolari? Un amore incondizionato per i Foo Fighters!

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