Il mondo del libro c’è: malgrado la pandemia resiste e, anzi, rilancia. Una realtà che mai come nell’anno orribile del Coronavirus, il 2020, si è dimostrata un bene essenziale per la vita quotidiana, le emozioni, la possibilità e la volontà di riflettere. E adesso il 2021 si apre con omaggi ai grandi della letteratura che proprio il virus si è portato via. Ecco quindi l’atteso ritorno di tanti autori italiani e di tante stelle della narrativa straniera.

Quello che VelvetMag propone ai lettori è Luis Sepúlveda. Il ribelle, il sognatore (Guanda): un ritratto appassionato del grande scrittore cileno morto dopo essere stato colpito dal Covid il 16 aprile dello scorso anno. Un personaggio importante della letteratura mondiale che viene raccontato non dal punto di vista di un critico o di un biografo, ma da quello di un suo trentennale amico e collega, Bruno Arpaia.

L’affresco appassionato di uno scrittore indimenticabile

I lettori che hanno amato i suoi libri e che lo hanno conosciuto tramite le pagine dei suoi racconti lo sanno: Sepúlveda era un ribelle e un sognatore. Imprigionato dopo il golpe di Pinochet, era stato torturato e poi costretto all’esilio. Viveva in Spagna, con la moglie Carmen, e non ha mai smesso di dedicarsi alla scrittura e all’attivismo, credendo fermamente nella necessità di un impegno concreto per cambiare la società e le sue storture.

Il ritratto offerto da Bruno Arpaia in Luis Sepúlveda. Il ribelle, il sognatore restituisce al lettore un affresco più completo dello scrittore cileno. Un racconto a tutto tondo che non si ferma alla superfice del personaggio ma ne rivela gli aspetti intimi e privati. E racconta la vita e le opere, le piccole manie e i passatempi, la scrittura e lo spirito agguerrito di un’uomo tutto d’un pezzo. A pochi mesi dalla scomparsa dell’amico e collega, Arpaia evoca il ricordo vivido e intenso di un uomo indimenticabile. A beneficio dei lettori, anche, e soprattutto, dei più giovani.