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Barack Obama da Fazio: «Michelle mi spinge a fare il meglio. Non c’è democrazia senza compromesso»

Il 44° Presidente degli Stati Uniti d'America ospite a Che Tempo Che Fa

Barack Obama è finalmente intervenuto nel salotto televisivo di Che Tempo Che Fa, ospite da Fabio Fazio. Stasera, domenica 7 febbraio, l’ex Presidente degli Stati Uniti è stato intervistato in collegamento su Rai 3: per la prima volta in esclusiva televisiva in Italia.

Il grande annuncio è arrivato il 2 febbraio, quando Fabio Fazio e i canali ufficiali di Che Tempo Che Fa hanno lanciato la notizia del colpaccio: Barack Obama ospite in trasmissione, nella puntata di oggi, domenica 7 febbraio 2021. Fazio negli anni si è distinto sempre di più portando nel programma un parterre di ospiti d’eccezione. Ma è con il 44° Presidente degli Stati Uniti d’America che il conduttore tocca probabilmente una vetta senza precedenti (come conferma il riconoscimento unanime da parte del pubblico). Ripercorriamo l’intervento di Obama durante la puntata di stasera, in collegamento da Washington D.C.

Barack Obama ospite da Fazio a Che Tempo Che Fa

Seguendo le orme del primo libro di Barack Obama, pubblicato nel 2020, Fabio Fazio ha intervistato l’ex Presidente degli Stati Uniti d’America su temi attuali ma senza rinunciare a qualche curiosità. Obama ha esordito con un aneddoto su Una terra promessa (in Italia edito Garzanti), parlando subito di sua moglie: «Michelle è molto critica, è uno dei motivi per cui l’ho sposata: lei mi spinge sempre a fare del mio meglio. E alla fine del libro ha deciso: sì, hai fatto una bella cosa. Ma mi anche chiesto perché ci ho messo così tanto a finirlo».

Fazio ha poi condotto l’ospite verso il più ampio tema della democrazia, nell’attualità di un mondo globalizzato e dominato dai social network. «Sa, Fabio – ha risposto Obama – io cerco costantemente di capire come riusciamo a gestire tutto questo. Viviamo in un’era in cui davvero anneghiamo nelle informazioni; alcuni informano erroneamente e questo è distruttivo per la nostra democrazia. La democrazia ci deve portare a credere ai fatti, alla logica, alla ragione, allo stato di diritto. Possiamo non essere d’accordo sulla politica fiscale o economica, ma non dovremmo chiamarci e definirci orribili a vicenda, inventare fatti e manipolare. Allora la democrazia non funziona più perché non è più possibile venire a compromessi».

Esiste un vaccino per le disuguaglianze?, ha chiesto ancora Fazio, toccando un tema notoriamente caro all’ex Presidente: «È una problematica che tutto il mondo deve affrontare. Ci sono state persone che si sono arricchite in modi mai visti prima. Cosa farà alla fine la gente? Penserà che il sistema è corrotto, avrà risentimento e il desiderio legittimo di cambiamento. Dico sempre a chi si occupa di affari: va bene volere una società fondata sull’uguaglianza, con gli stessi stipendi per tutti. Avremmo anche consumatori più istruiti che acquisterebbero prodotti migliori. Alcuni Paesi hanno fatto meglio di altri, come i paesi scandinavi, in cui il popolo riesce a beneficiare dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione senza sentirsi tagliato fuori. Credo si possa avere un capitalismo attento e comprensivo, senza un sentimento di avidità da parte del governo».

Barack Obama, gli anni alla Casa Bianca raccontati a Che Tempo Che Fa

Largo spazio anche alle curiosità, come i retroscena sulla vita alla Casa Bianca e sulla routine che ha caratterizzato quegli 8 anni di presidenza oltre i riflettori. Obama ha assecondato ogni domanda dimostrandosi anche in quest’occasione perfettamente a suo agio. Un botta e risposta divertito e scorrevole, quello tra il conduttore e il suo super ospite, tra sorrisi e toni confidenziali all’altezza di un grande show in prima serata.

«A volte si pensa che il Presidente eletto viva gratuitamente – ha spiegato Obama – ma ce la paghiamo noi la spesa, anche se non andiamo fisicamente al supermercato. Avevamo una cifra entro la quale dovevamo rientrare. Non andavo a far benzina, ma la cosa interessante della presidenza degli Stati Uniti d’America è che devi proprio traslocare dentro questo ambiente davvero strano. Un albergo a cinque stelle da cui non riesci ad andar via, privilegi incredibili ma anche un senso di isolamento e prigionia, alla quale non mi sono mai abituato. Avevo sogni rincorrenti in cui mi vedevo camminare per strada o bere un espresso al bar senza che nessuno mi riconoscesse. È un indicazione del fatto che non è un modo naturale di vivere».

Calzando tempi comici ottimi (nonostante la comprensibile emozione), Fazio ha sferrato allora un’altra domanda ironica, domandando a Obama come si dorme alla Casa Bianca: «Le prime settimane è stranissimo ma poi ti abitui. Il personale è meraviglioso, la maggior parte afroamericano e latinoamericano. Erano molto orgogliosi che chi abitasse la Casa Bianca assomigliasse ai loro figli o alle loro nipoti. L’unica cosa a cui non ti abitui è l’isolamento. Michelle ha voluto cambiare l’arredamento della camera delle bambine, perché non avessero la sensazione di dormire in un museo. Man man che sono cresciute non invitavamo gli amici alla Casa Bianca ma volevano andare loro a casa degli amici».

L’America di oggi

Tornando indietro nel tempo Barack Obama, proprio come l’ex first Lady ha raccontato nelle sue biografie, ha ammesso di essere cresciuto con sogni tutt’altro che politici, al contrario di quel che si potrebbe immaginare: «Volevo fare l’architetto ed ero interessatissimo al basket… ma non ero un LeBron James quindi il sogno è sfumato in fretta. Non è che avessi mai avuto il sogno di diventare Presidente, ma volevo essere un bravo ragazzo».

Sull’America di oggi, sull’era Biden appena iniziata ma soprattutto su quella Trump appena finita, Obama si è espresso con lucidità e senza giri di parole. I fatti del Campidoglio devono restare un monito per tenere alta la bandiera della democrazia: «Non credo lo potremo mai cancellare (l’assalto a Capitol Hill, ndr), anzi ce lo dobbiamo stampare nella mente. Per ricordarci che la democrazia non è un dono che viene dal cielo, ma che dobbiamo sempre coltivarla e investire in lei, come cittadini».

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