Coronavirus

Covid, allarme varianti: ipotesi quarantena a 21 giorni. Salute, scuola e lavoro: le priorità di Draghi

Il Centro Italia colpito dal ceppo inglese e da quello brasiliano del virus

Il Covid non dà tregua. È allarme varianti in Centro Italia. Si registra una presenza di focolai anche tra i bambini. In alcune province di Marche e Abruzzo il 50% di contagi è dovuto al ceppo inglese del Coronavirus. Si pensa ad allungare i termini della quarantena, fino a oltre venti giorni. Sul fronte della formazione del nuovo governo oggi 9 febbraio Mario Draghi incontra i big dei partiti. Come già la scorsa settimana, da solo: senza assistenti né staff di sorta. Davanti ai leader i punti programmatici dell’esecutivo che sarà guidato dall’ex banchiere centrale. 

Ceppo inglese e brasiliano

In Emilia Romagna la prevalenza delle varianti di Coronavirus è stimata al 30%. In Umbria è stata rilevata a Chiusi la presenza della “brasiliana”. Per questo il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità (Iss) hanno sottoposto al Cts (il Comitato tecnico scientifico) l’intenzione di una nuova stretta sulle regole della quarantena. L’ipotesi che gli scienziati caldeggiano è quella di allungare i termini di isolamento da due settimane a 21 giorni, una settimana in più, in sostanza.

Contagi in crescita

Secondo quanto riporta Repubblica, i casi certificati per la variante inglese in Italia sono già 162. Tuttavia il dato sembra essere sottostimato. Per avere un’idea della reale diffusione è stata quindi promossa un’indagine che prevede che tutte le Regioni analizzino un campione dei tamponi positivi del 3 e del 4 febbraio. L’obiettivo è la ricerca della variante inglese. Le autorità dovranno comunicare i dati entro l’11 febbraio, all’Istituto superiore di sanità. Sebbene l’indagine non sia ancora completa si può comunque farsi un’idea. La variante risulta presente nel 30-50% dei campioni a seconda delle Regioni, in particolare al Centro Italia.

Draghi di fronte ai leader

Priorità, posizionamento, linee guida. Un governo “convintamente europeista”. Così Mario Draghi sta conducendo gli incontri con i partiti nel secondo giro di consultazioni. Secondo quanto filtra da Roma, il presidente incaricato ha un approccio preciso su 5 emergenze. Quella ambientale, quella sanitaria con la campagna vaccini da accelerare, quella del lavoro con la tutela di chi resta disoccupato. Ma anche le imprese (con un sostegno alle banche) e la scuola.

Tre maxi riforme

Il presidente incaricato ha in mente tre grandi riforme quadro: pubblica amministrazione, giustizia civile e fisco. Se messe in campo diverrebbero un volano per rilanciare l’Italia del futuro. Riforme che, pure se connesse con il Recovery, hanno dato la sensazione alle forze politiche di un orizzonte temporale non breve. Il metodo con cui il premier in pectore sta conducendo i colloqui spiazza i partiti. A partire dall’assenza di riferimenti alla composizione della squadra di governo. Quanto ai tempi, si suppone che i voti di fiducia al nuovo esecutivo da parte di Camera e Senato non arrivino prima della prossima settimana. “Tra lunedì e martedì”, è l’orientamento in Parlamento.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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