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Milly Carlucci: «Gli ingredienti segreti del Cantante Mascherato» [INTERVISTA ESCLUSIVA]

La "Signora" di Raiuno Milly Carlucci parla di quanto sia difficile, in tempo di Covid, fare un programma come Il Cantante Mascherato per i tanti contrattempi. A cui lei, grazie a una grande concentrazione, riesce a far fronte

Che non era facile condurre un programma in diretta durante una pandemia, Milly Carlucci l’aveva già capito durante l’ultima edizione di “Ballando con le Stelle”, funestata dai tamponi positivi dei partecipanti al programma, tra tecnici e ballerini, un giorno sì e l’altro pure. Ma questo non ha minimamente scoraggiato la Signora di RaiUno che è tornata il venerdì sera sulla prima rete nazionale con la seconda edizione de “Il Cantante Mascherato”.

Anche in questo caso c’è stato più di un “intoppo”, dovuto non solo al virus ma anche alle “maschere” che letteralmente ricoprono i vari cantanti. Spesso delle vere e proprie “strutture” che servono a “inglobare” l’artista, o gli artisti, e a non lasciar trapelare il minimo indizio. Ne sanno qualcosa i Ricchi e Poveri, in quattro dentro il “Baby Alieno”. Hanno abbandonato la competizione perché purtroppo, lì dentro, non riuscivano a respirare. Anche la struttura del “pupazzo” ha ceduto durante la performance. Milly Carlucci non ha dato peso più di tanto agli  “incidenti di percorso”. Lei, anche senza maschera, è una “tigre” del piccolo schermo che sa far fronte a qualsiasi inconveniente con una battuta pronta e un rassicurante sorriso.

“In effetti i problemi non sono mancati. Tra Covid e calore all’interno delle maschere”, ha raccontato la presentatrice a VelvetMag. “Ma è un periodo difficile per tutti. Realizzare una produzione con l’emergenza in atto è complicato. Siamo sottoposti a tamponi ogni tre giorni e ogni tanto spunta fuori un caso di positività. Sono soprattutto i diversi casi di falsa positività a creare più problemi perché bloccano tutto, ci costringono a ripartire in corsa. Chiaramente sono imprevisti da mettere in conto, la priorità è la salute di tutti e il rispetto delle regole”.

Tu però riesci a “scavalcare” agilmente gli ostacoli trasformandoli nel “bello della diretta”.

È merito della concentrazione. La concentrazione fa parte del mio insegnamento familiare e di quello che mi ha trasmesso lo sport. Avendo fatto sport agonistico per tanti anni, ovvero pattinaggio artistico a rotelle, sia da atleta che da allenatrice, ho questo tipo di formazione. E poi se guidi un gruppo di persone non puoi permetterti distrazioni.

Oltre alla concentrazione, c’è qualcosa che ti aiuta nel superare un momento critico durante la diretta?

Lo spirito di gruppo. L’armonia con le persone che lavorano con me, tutte, dalla prima all’ultima. È fondamentale. Ho la fortuna di avere un gruppo di lavoro straordinario. La riprova che abbiamo seminato bene in questi anni sta nel fatto che continuiamo a fare quello che ci piace fare insieme. Ci siamo scelti, oggi siamo una vera squadra. Per me nessuno può combinare nulla di buono da solo.

Il cantante mascherato lo scorso anno era un format nuovo per l’Italia: poteva non incontrare il favore del pubblico. Invece è stato un successo, tanto che ora c’è il bis. Quanta soddisfazione c’è nello “scommettere” su nuovi format che si rivelano vincenti?

Tanta. Il mondo dello spettacolo è un grande mistero, anche se sei del mestiere non sai mai cosa davvero incontra il gusto del pubblico. Qui ci sono tutti gli elementi per divertire i telespettatori a casa: le belle canzoni, il mistero, i costumi, la sfida, artisti amati dagli italiani. Ma il successo non era scontato. Per fortuna il pubblico ha gradito e gradisce ancora.
In effetti, oltre ad ascoltare le performance musicali, ci si mette alla prova per vedere se si riesce a riconoscere un artista. Milly Carlucci quale cantante in particolare riconoscerebbe tra mille pure se mascherato?
Non lo so, non ci ho mai pensato. Dovrei mettermi alla prova. Certo, i grandi nomi della nostra canzone come Celentano, Gianni Morandi, Claudio Baglioni li riconoscerei ma è anche vero che sono difficilmente mascherabili. Così come Al Bano che lo scorso anno diede spettacolo. Però in quell’occasione posso dire che siamo stati molto abili a “depistare” il pubblico a casa. E poi lui fu talmente strepitoso.
Il Cantante Mascherato è  un programma “aggregante”, che raccoglie le famiglie davanti al televisore come “ai vecchi tempi”. 
Oggi la televisione offre talmente una grande quantità di proposte che è difficile che una famiglia sia tutta nella stessa stanza a guardare lo stesso programma. Si è frammentata. Si guarda anche sul computer, sul telefonino. Ci sono canali tematici che coltivano e servono una determinata fetta di telespettatori. Devo però rendere merito al Cantante Mascherato. Perché ha la giusta alchimia per essere apprezzato da un pubblico estremamente eterogeneo. Giovanissimi, meno giovani, amanti della musica italiana, appassionati dei grandi show, persone intrigate dal mettersi alla prova.
Anche se la seconda edizione è solo all’inizio, sei riuscita a capire quale “ingrediente” apprezzano di più? Le voci dei cantanti? Il mistero che c’è dietro le maschere? La sorpresa quando vengono svelati gli artisti?
Per me gli ingredienti segreti del Cantante Mascherato sono due: leggerezza e dimensione del sogno. In questo periodo particolare in cui si avverte la gravità della situazione in tutto il mondo, c’è tanta voglia di favola e di gioco.
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