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Covid variante in Giappone: “Più contagiosa”. Italia, 7 regioni in zona arancione? Giorgia Meloni: “Draghi senza di noi”

Nel Sol Levante casi di mutazione del virus mai visti prima

Cresce l’attesa per i dati Covid dell’Iss, oggi 19 febbraio, che decreteranno i prossimi colori delle regioni italiane. Mezza Italia (fra cui Lazio, Friuli, Piemonte e Lombardia) rischia l’arancione da domenica 21 febbraio, mentre l’Abruzzo potrebbe finire in rosso. La Valle d’Aosta avrebbe i numeri per essere la prima regione bianca. Il tasso di positività nazionale sale al 4,8% e ieri sono stati registrati altri 347 decessi. Allarme in Giappone: scoperta una nuova variante del virus. Sul fronte della politica parla Giorgia Meloni: “Noi unici ad opporci a Draghi”.

Paura a Tokyo

Le autorità sanitarie del Giappone hanno identificato una nuova variante di Covid, indicata come E484K, che riunisce alcune caratteristiche della variante inglese e di quella sudafricana. Secondo gli esperti “potrebbe essere più contagiosa rispetto alle altre varianti e se continua a diffondersi sul territorio nazionale potrebbe causare un rapido aumento dei contagi'”.

Vaccini, ipotesi terza dose

Per quanto riguarda le campagne vaccinali si registrano le dichiarazioni al Corriere della Sera di Noubar Afeyan, cofondatore e presidente del gruppo farmaceutico Moderna. “A noi bastano due settimane per sviluppare un vaccino contro una variante del coronavirus” dice. Tuttavia “non è detto che per affrontare le varianti servano nuovi vaccini. Stiamo per esempio ragionando sulla possibilità di somministrare una terza dose”.

Governo, FdI rimarca l’opposizione

“Draghi? Non lo conoscevo – racconta in tv a Mattino 5 Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia -. L’ho visto alle consultazioni, dicono abbia grandi capacità, la posizione di Fdi non riguarda Draghi, ma il contesto dove è inserito”. “La squadra è al di sotto delle aspettative degli italiani, nel programma ci sono principi condivisibili, ma non ha chiarito come intende calarli nel concreto. Ci sono cose su cui siamo d’accordo, come sulla crescita economica, lo aspettiamo alla prova dei fatti”, sottolinea Meloni. In ogni caso, aggiunge, “se ci fosse stato il voto non avremmo un governo che rischia l’immobilismo, con persone che si detestano e non si mettono d’accordo su nulla”.

“Noi coerenti: non siamo soli”

“Per FdI ora una traversata solitaria nel deserto? Mi pare affollato questo deserto, stante quello che vedo tra i cittadini”, dice riferendosi a chi esprime dubbi sul governo. “Il centrodestra, anche da posizioni diverse, deve cercare di lavorare assieme, per sostenere le idee che insieme portiamo avanti”, spiega quindi Meloni. “Penso che il centrodestra potrebbe uscire rafforzato, anche da queste scelte diverse che abbiamo fatto, da questa temporanea divaricazione, nessuno mette in discussione l’unità dell’alleanza”, conclude.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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