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Giuseppe Conte, l’ex premier torna in cattedra: lezione in streaming all’Università di Firenze

Ha fatto riferimento all'esperienza di governo durante la pandemia

L’ex presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è tornato a Firenze da professore universitario, come prima di intraprendere la carriera politica. Dopo i quasi tre anni alla guida del Paese, dal 1 giugno 2018 al 13 febbraio 2021, l’avvocato pugliese sale di nuovo in cattedra. Il ritorno in Ateneo, in attesa di tornare a insegnare, è avvenuto oggi 26 febbraio con una lezione al Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’università di Firenze.

In streaming e senza pubblico

Una lezione online la sua, dal titolo “Tutela della salute e salvaguardia dell’economia”, trasmessa via You Tube, Vimeo e Facebook. Una sorta di racconto dei giorni di governo. Una lezione che non potrà non trasformarsi in un manifesto del pensiero politico dell’ex premier, ora sostituito alla guida del Paese da Mario Draghi dopo la crisi di governo. Per questo sull’Università di Firenze si sono posati, in questo venerdì, tutti gli occhi della politica. La lezione, in ossequio alle regole anti Coronavirus, è rigorosamente soltanto in streaming e senza pubblico.

La pandemia e i poteri del governo

“Alle Regioni e alle Province autonome spetta la organizzazione dei servizi sanitari”, ma “il potere sostitutivo del Governo è un potere poi che viene declinato in una legge speciale, l’articolo 8 della legge 131 del 2003 in caso di pericolo grave per l’incolumità e la sicurezza pubblica. Ebbene, non abbiamo mai preso in considerazione la possibilità di esercitare il potere sostitutivo dello Stato”, ha poi detto Conte. Affermando anche come la pandemia “abbia cambiato il corso della Storia”.

Dialogo con i territori

“Anche per un indirizzo squisitamente politico – ha spiegato poi Conte – abbiamo preferito coltivare un costante dialogo con le autorità territoriali, pur tra varie difficoltà e momenti critici, nella convinzione che il coinvolgimento dei vari attori istituzionali in una prospettiva di leale collaborazione ci avrebbe garantito una maggiore coesione nazionale, e una più solida tenuta delle comunità di riferimento, in un contesto del tutto inedito”. “Sarebbe limitante parlare del Covid solo riferendoci alle scelte interne, serve guardare all’Europa e al mondo – dice Conte nella sua lezione -. Il peso di una scelta a migliaia di chilometri di distanza può avere conseguenze anche su di noi. Uno Stato ripiegato su sé stesso non può rispondere alle complesse sfide che si presentano”.

Il benvenuto del rettore Dei

La lezione di Giuseppe Conte ha avuto come preambolo il saluto di Luigi Dei, rettore dell’Università di Firenze. Dei ha introdotto l’ex presidente del Consiglio al suo pubblico virtuale. “Con piacere accogliamo il rientro in Ateneo del professor Giuseppe Conte – ha dichiarato il rettore -, dopo una complessa e difficile esperienza al servizio del Paese, per la quale mi sento di esprimere un sincero sentimento di apprezzamento e gratitudine”. “Lo saluto – ha aggiunto Dei – e gli do il benvenuto, il bentornato, a nome di tutta la comunità accademica e mio personale. Lunedì prossimo inizieranno le lezioni dei corsi di insegnamento della Scuola di giurisprudenza: possiamo considerare quindi la lezione odierna una sorta di anteprima della ripresa delle attività didattiche.”

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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