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Como e Cremona in zona arancione rafforzata. Scuole: chiuse in zona rossa

Situazione critica in Lombardia dove scattano nuove ordinanze regionali

La Lombardia intensifica la lotta contro la crescita dei nuovi contagi di Coronavirus. Il presidente della Regione, Attilio Fontana, ha firmato tre nuove ordinanze: entreranno in vigore da domani 3 marzo. Vaste zone del territorio fra Como, Mantova e Cremona diventeranno zona arancione rafforzata. Il Cts raccomanda la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in zona rossa. È scontro però fra i ministri del Governo Draghi sull’eventuale stop alle lezioni in classe anche nelle zone arancioni.

Zona rafforzata

La zona arancione detta “rafforzata” implica la chiusura di tutte le scuole, tranne gli asili nido. Ciò varrà dal 3 marzo per l’intera provincia di Como. Ma anche per diversi comuni della provincia di Mantova e della provincia di Cremona incluso il capoluogo. Non solo. Sono coinvolti anche comuni della provincia di Pavia e 10 comuni della Città Metropolitana di Milano, tra cui Melzo e Binasco. I comuni di Mede (Pv), Bollate (Mi) e Viggiù (Va), finora in fascia rossa, passano da giovedì 4 marzo in fascia arancione rafforzata. Lì infatti sta migliorando la situazione epidemiologica.

Allarme anche in altre regioni

La realtà dei contagi in Italia è quella di oltre 13mila nuovi casi al 1 marzo. Un valore inferiore ai giorni precedenti ma che non rassicura. Così il sindaco di Bologna, Virginio Merola, afferma: “Siamo a un passo dalla zona rossa”. E Ancona chiude tutte le scuole. In Piemonte, secondo gli ultimi dati disponibili, quasi la metà dei nuovi casi di Coronavirus è dovuto alla variante inglese.

Il nodo scuola in zona arancione

Sul tavolo del governo in queste ore non c’è solo la lotta alle varianti e il rafforzamento della campagna vaccinale. Dopo la nomina, ieri 1 marzo, del nuovo commissario per l’emergenza Covid, il generale Paolo Figliuolo, al posto di Domenico Arcuri, adesso “scotta” il tema scuola. Quali misure per le scuole in zona arancione? Questo, appunto, il nodo che divide i ministri, in vista del varo del nuovo Dpcm Draghi. Secondo quanto filtra da Palazzo Chigi si sarebbero recepite le indicazione del Cts sulla chiusura di tutti gli istituti in zona rossa. Così come sul criterio di ulteriore chiusura, a livello locale, se si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti anche nelle regioni non rosse. La discussione si sarebbe accesa però tra i ministri sulle zone arancioni. Tra chi sarebbe favorevole alla chiusura solo delle scuole e chi, invece, avrebbe sostenuto la necessità di chiudere anche negozi e centri commerciali.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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