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Papa Francesco in Iraq: “I terroristi tradiscono la fede in Dio, noi credenti non possiamo tacere”

Storico incontro interreligioso nella piana di Ur da cui partì Abramo

Un vibrante appello per la pace è arrivato da Papa Francesco nel corso della sua visita in Iraq, il Paese mediorientale devastato da lunghi anni di guerra e terrore.

“Odiare i fratelli è l’offesa più blasfema”

Affermazioni forti che sembrano voler scuotere in primo luogo gli uomini di tutte le fedi religiose. “Dio è misericordioso – ha detto il Papa – e l’offesa più blasfema è profanare il suo nome odiando il fratello. Ostilità, estremismo e violenza non nascono da un animo religioso: sono tradimenti della religione. E noi credenti non possiamo tacere quando il terrorismo abusa della religione”.

Nella piana di Ur dei Caldei

Francesco ha parlato così, oggi 6 marzo, nel corso nell’incontro interreligioso nella piana di Ur dei Caldei, dove è giunto da Nassiriya. La terra da dove, secondo il racconto biblico, Abramo – considerato il padre delle fedi monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam – partì guidato da Dio per fondare un nuovo popolo e una nuova alleanza con la divinità. “Sta a noi dissolvere con chiarezza i fraintendimenti – ha detto ancora Francesco -. Non permettiamo che la luce del Cielo sia coperta dalle nuvole dell’odio! Sopra questo Paese si sono addensate le nubi oscure del terrorismo, della guerra e della violenza”.

Incontro storico con l’Ayatollah Al-Sistani

Il Papa aveva prima incontrato a Najaf il Grande Ayatollah islamico Sayyid Ali Al-Husayni Al-Sistani. Durante la visita, durata circa quarantacinque minuti, il Papa ha sottolineato “l’importanza della collaborazione e dell’amicizia fra le comunità religiose perché, coltivando il rispetto reciproco e il dialogo, si possa contribuire al bene dell’Iraq, della regione e dell’intera umanità”. Lo riferisce il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. “L’incontro – ha precisato Bruni – è stata l’occasione per il Papa di ringraziare il Grande Ayatollah Al-Sistani perché, assieme alla comunità sciita, di fronte alla violenza e alle grandi difficoltà degli anni scorsi, ha levato la sua voce in difesa dei più deboli e perseguitati”. Dal parte sua l’Ayatollah – massima autorità religiosa musulmana in Iraq – ha invocato “pace e sicurezza per i cristiani in Iraq“.

“Chi ha fede rinuncia ad avere nemici”

Chi ha fede, ha detto ancora Papa Francesco, “rinuncia ad avere nemici”. “Chi ha il coraggio di guardare le stelle, chi crede in Dio, non ha nemici da combattere. Ha un solo nemico da affrontare, che sta alla porta del cuore e bussa per entrare: è l’inimicizia. Mentre alcuni cercano di avere nemici più che di essere amici, mentre tanti cercano il proprio utile a discapito di altri, chi guarda le stelle delle promesse, chi segue le vie di Dio non può essere contro qualcuno, ma per tutti. Non può giustificare alcuna forma di imposizione, oppressione e prevaricazione”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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