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Pasqua in zona rossa, nuove chiusure in arrivo. Ma Regioni e Comuni anticipano la stretta

In Campania, Puglia e Piemonte già varate regole più stringenti

Si preannuncia “chiusa” come il Natale scorso la Pasqua 2021. Nei giorni di domenica 4 e lunedì 5 aprile (Pasquetta) non potremo festeggiare come fino a due anni fa. Anche lo scorso anno, il terribile 2020 del lockdown, ci furono forti restrizioni a Pasqua. E adesso nuove misure sono in arrivo dalla prossima settimana. Dal canto loro però gli enti locali avviano un giro di vite immediato: stop ai ricoveri no Covid in Piemonte; lungomare chiusi in Campania; scuole sbarrate in Puglia.

Domani il Cdm decisivo

Il governo Draghi, il cui progetto sulla nuova stretta era atteso per il 10 marzo, prende tempo. E rinvia a venerdì 12 marzo, con i nuovi dati, la decisione sulle nuove misure anti-Covid. Per oggi sono attesi nuovi numeri sulla diffusione del contagio. Poi, domani, sarà presa la decisione definitiva in Consiglio dei ministri. “Ma se la realtà è questa è veramente difficile non prendere subito misure più severe”, è il pensiero che filtra da Palazzo Chigi. Le nuove cifre del monitoraggio settimanale dovrebbero fotografare l’ulteriore peggioramento della curva epidemiologica mandando di fatto quasi tutta l’Italia in zona arancione o rossa.

Primi effetti positivi dei vaccini

Sui vaccini il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha spiegato che “aspettiamo qualcosa che è intorno a 50 milioni di dosi per il secondo trimestre e si può arrivare fino a 80 milioni di dosi nel terzo trimestre”. “I contagi fra gli operatori sanitari sono crollati – ha aggiunto -. Abbiamo vaccinato oltre un milione e mezzo di ultra ottantenni e abbiamo cominciato a vedere finalmente una controtendenza rispetto alla salita dei casi. Sei decessi su 10 riguardavano questa fascia”.

Piazze blindate e coprifuoco anticipato

Lo scenario dell’epidemia preoccupa sempre di più anche gli amministratori locali. Il presidente della Campania Vincenzo De Luca e quello dell’Anci e sindaco di Bari Antonio De Caro, anticipano le mosse del governo. Il primo chiudendo con un’ordinanza valida fino al 21 marzo tutti i lungomare, le piazze e i parchi pubblici nella regione. Il secondo decretando, primo sindaco di una grande città in Italia, il coprifuoco anticipato alle 19 vista l’incidenza del Coronavirus schizzata a 323 casi ogni 100mila abitanti (il limite di 250 è in pratica da zona rossa). La Puglia richiude le scuole a Bari e Taranto visto che, dice il presidente Michele Emiliano, si registra un aumento dei ricoveri per Covid “tale da determinare una quasi completa saturazione dei posti letto”.

Piemonte, stop ai ricoveri non urgenti

La situazione sanitaria peggiora anche in Piemonte. L’Unità di crisi della Regione ha sospeso temporaneamente i ricoveri no Covid, escluse naturalmente le urgenze e i ricoveri oncologici. La priorità è infatti quella di ulteriori misure per garantire sufficienti posti letto a disposizione dei pazienti che si ammalano di Covid-19. Rinviate anche tutte le attività ambulatoriali, eccezione fatta per quelle urgenti. Esclusi dal provvedimento anche gli screening oncologici. Si punta a passare dal 20% al 40% dei posti letto – da 2200 circa a 4400 – totali dedicati al Covid.

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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