"
Storie e Personaggi

“Io che son nata a Primavera”: riapre Casa Alda Merini, la poetessa dei Navigli

Il 21 marzo avrebbe compiuto 90 anni una grande voce del Novecento

La vita non ha senso, anzi è la vita che ti dà senso. Sempre che noi la lasciamo parlare, perché prima dei poeti parla la vita. Dobbiamo ascoltarla la vita…”. Così Alda Merini, una delle più grandi poetesse d’Europa del Novecento, rispondeva a Paolo Bonolis nel noto programma televisivo dedicato al senso della vita in onda qualche anno fa. Alda Merini (nella foto dalla pagina Facebook Spazio Alda Merini) se n’è andata a 78 anni nel 2009, il 1 novembre, il giorno dei Santi. Era nata il 21 marzo, il primo giorno di Primavera, nella sua Milano. Oggi sarebbe sul punto di compiere 90 anni. Come recita uno dei suoi versi più famosi: “Sono nata il ventuno a primavera / ma non sapevo che nascere folle /, aprire le zolle / potesse scatenar tempesta.”

Giornata mondiale della poesia

È così che dal ponte sul Naviglio Grande di Milano, a lei dedicato, attraverso un immaginario lungo telefono senza fili echeggeranno in città i versi di Alda Merini. È il video di una performance registrata in vista del 21 marzo, Giornata mondiale della poesia. E giorno della nascita della gande poetessa. Proprio il 21 marzo sarà virtualmente riaperta Casa delle Arti – Spazio Alda Merini sotto la nuova gestione dell’Associazione “Piccola Ape Furibonda”. Si tratta della casa museo in via Magolfa, fra i Navigli, dove visse Alda Merini, nel cuore popolare della vecchia Milano.

Una dimora per riscoprire arte e bellezza

La performance per la riapertura di Casa Alda Merini la si potrà vedere da domenica 21 marzo sulla pagina Fb e su quella Instagram di Spazio Alda Merini. L’evento si intitola ‘Il sogno canta su una corda sola‘ e coinvolge 21 donne tra artiste, attrici, ex detenute, cittadine, collegate dalla corda di un lunghissimo telefono senza fili ideato dall’artista Andrea Bianconi, su progetto di Casa Testori. Proprio alla Casa delle Arti, in via Magolfa, dove è stata ricostruita dettagliatamente anche la stanza da letto della poetessa, termina il percorso. Poco più di 300 metri scanditi dal passaparola di 90 titoli di poesia della Merini.

Versi come semi di rinascita

Nostalgie e desideri, versi poetici come semi di rinascita – ha detto la regista e drammaturga Donatella Massimilla, direttrice artistica dello Spazio Merini, secondo quanto riporta l’Ansa -. Ora più che mai, in un momento in cui avvertiamo la forte mancanza di teatro, arte, cultura e bellezza“. Genio precoce, Alda Merini ha scritto poesie immortali, d’amore e di vita. Ebbe l’esistenza segnata dall’esperienza dell’internamento in manicomio, per quasi un decennio, a cavallo fra Anni Sessanta e Anni Settanta. “Dico spesso a tutti che quella croce senza giustizia che è stato il mio manicomio non ha fatto che rivelarmi la grande potenza della vita”, scrisse in La pazza della porta accanto (1995). Nel 1993 le era stato assegnato il Premio Librex Montale per la Poesia. Un riconoscimento che l’aveva consacra tra i grandi letterati contemporanei, quali Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto e Franco Fortini.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

Back to top button
Privacy