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Covid: in ogni città un centro vaccini. Zona rossa e scuola dopo Pasqua: cosa cambierà

L'Italia si prepara alle nuove misure di primavera

Fabrizio Curcio, il nuovo capo della Protezione civile nominato dal premier Draghi, promette che “in ogni città ci sarà un centro ad hoc” per le vaccinazioni. E invita le regioni a procedere speditamente con la somministrazione delle dosi rispettando le fasce d’età. Nel governo si profila un acceso dibattito sulle misure restrittive da aprile, dopo la zona rossa di Pasqua. Non è escluso che vengano prolungate. Così come potrebbero invece riaprire le scuole primarie.

Protezione civile in campo

Per aiutare le Regioni Fabrizio Curcio mette a disposizione i 200mila uomini della Protezione civile. “È necessario un maggiore coordinamento e la condivisione degli obiettivi pur mantenendo la diversificazione per territorio. E il seguire le indicazioni contenute nel piano”, afferma rivolgendosi ai presidenti di Regione. “Le mancate consegne dei vaccini hanno certamente provocato un rallentamento, ma stiamo recuperando bene. Entro la fine del mese arriveranno 4 milioni e mezzo di dosi: da 200mila al giorno, a regime dobbiamo arrivare a 500mila”, dice ancora Curcio al Corriere della Sera. “Se le case farmaceutiche rispetteranno le scadenze a fine giugno ce la faremo”.

Hotspot vaccinali ovunque

Poi di nuovo il capo della Protezione civile si rivolge alle Regioni. “Ora che si finirà di vaccinare gli ultra ottantenni, le categorie fragili, i docenti le forze armate e di polizia e di Protezione civile, bisogna tornare alle fasce d’età” dice. “L’unico criterio deve essere questo”. E per raggiungere i numeri previsti, “credo debbano essere creati hotspot vaccinali in ogni città. Siamo pronti anche ad allestirli”, secondo criteri uguali ovunque. “Grande parcheggio, entrate e uscite separate, aree di attesa, medici che verificano le condizioni di idoneità, sale per l’inoculazione e altre dove aspettare i 15 minuti obbligatori”. Ma poi “un ruolo strategico possono averlo le farmacie e i 42mila medici di base. E conto molto anche sugli odontoiatri”.

Un altro decreto in arrivo

Tutto questo non toglie che l’Italia possa trovarsi ancora in buona parte in zona rossa anche dopo la Pasqua. Potrebbe scattare una mini proroga delle misure e dei divieti per arginare la diffusione del Covid e delle sue varianti. Non mancano però spiragli per una riapertura almeno parziale della scuola. Tra i dossier urgenti sul tavolo di Palazzo Chigi si fa largo quello delle prossime misure anti Coronavirus: il decreto in vigore scadrà subito dopo le vacanze pasquali, il 6 aprile.

Ogni giorno centinaia di vittime

La settimana prossima si terrà una cabina di regia con le forze di maggioranza. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha visto a Palazzo Chigi i vertici del Cts – Silvio Brusaferro e Franco Locatelli – e il ministro della Salute Roberto Speranza. Un incontro preliminare, con un occhio attento ai contagi e alla curva epidemiologica. Ieri 23 marzo il bollettino ha fatto registrare 551 morti e un tasso di positività del 5,9%. “In questo momento il governo non ha preso nessuna decisione, ci confronteremo e decideremo”, ha precisato Speranza ieri sera a Cartabianca su Rai Tre.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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