Storie e Personaggi

Il rancore, i soldi, la bella vita. Anatomia del caso Gucci: il delitto che sconvolse la Milano bene

Maurizio Gucci fu assassinato nel 1995 e l'ex moglie Patrizia Reggiani condannata in qualità di mandante

È prepotente in questi giorni il rimbalzo sulle cronache di una storia nera italiana che ritorna sotto forma cinematografica. Nel nostro Paese sono cominciate le riprese di House of Gucci, il film diretto da Ridley Scott, con Lady Gaga e Adam Driver protagonisti. Ma chi era, perché e da chi fu ucciso Maurizio Gucci? E di Patrizia Reggiani, l’ex moglie accusata e condannata come mandante, quale è la storia? Riavvolgiamo il nastro di 26 anni. Siamo a Milano, è il 27 marzo 1995. Maurizio Gucci, 45 anni, è un importante imprenditore italiano e sta entrando nella sede della sua azienda in via Palestro. Fino al 1993 era stato presidente della storica casa di moda fiorentina ma aveva venduto le sue quote per 170 milioni di dollari.

Colpito nell’androne del palazzo

Guarda al futuro Maurizio. Ha da poco fondato una nuova società. Al civico 20 fa il suo ingresso nel palazzo e saluta il portiere Giuseppe Onorato. Sono circa le 9 del mattino e il suo tempo volge al termine. Sbuca fulmineo un killer che spara e uccide. Gucci crolla a terra. L’uomo si volta e incrocia lo sguardo del portiere: non esita e apre il fuoco, lo ferisce al braccio e scappa. Una Renault Clio verde lo attende in strada, lo carica, sgomma a gran velocità e sparisce.

Una telefonata, due anni dopo

Pochi istanti, un delitto che sembra un’esecuzione. Qual è il movente? Gli investigatori formulano diverse ipotesi. Si pensa a vendette per presunti debiti non saldati e a investimenti pericolosi. Ma Gucci ha un patrimonio personale che sfiora i mille miliardi di lire. Non esce niente di risolutivo. Per due anni nebbia fitta sul caso. Finché il capo della Criminalpol lombarda, Filippo Ninni, riceve una telefonata del tutto inattesa. È l’8 gennaio del 1997. Un uomo, Gabriele Carpanese, vuole parlargli: “So chi ha ucciso il dottor Gucci”.

L’infiltrato “Carlos” e le accuse

Secondo l’informatore la “mente” del delitto sarebbe l’ex moglie dell’imprenditore, Patrizia Reggiani. Sarebbe lei ad aver chiesto alla maga Giuseppina Auriemma, amica e confidente, di trovarle un sicario per eliminare l’ex marito. La donna quindi si sarebbe rivolta a Ivano Savioni (di cui Carpanese aveva raccolto le confidenze) il quale avrebbe assoldato due uomini: Benedetto Ceraulo e Orazio Cicala. Gli inquirenti accelerano. Infiltrano nella cricca un loro uomo, spacciato per “Carlos”, narcotrafficante colombiano. La trappola scatta e funziona. Vengono messi sotto controllo i telefoni, le auto riempite di cimici.

Quel rapporto di coppia finito male

All’alba del 31 gennaio 1997 scattano le manette ai polsi della Reggiani e agli altri accusati. A lei, in particolare, si imputa l’omicidio volontario premeditato. Sarebbe stata accecata dalla gelosia, dal rancore, dal timore di perdere il suo status. Maurizio Gucci l’aveva sposata nel 1972. Splendida, di 4 anni più giovane di lui, dagli occhi luccicanti che ricordano quelli di Liz Taylor. Patrizia è una lady importante nel mondo della moda, al fianco di Maurizio. Ma il rapporto di coppia precipita a metà anni Ottanta, dopo la nascita delle figlie Alessandra e Allegra. All’inizio degli anni Novanta il divorzio, ognuno prende la sua strada. I sentimenti no. Prendono una brutta piega. Almeno questo è ciò che si ritiene sia accaduto per quanto riguarda Patrizia Reggiani. Scattano la voglia di vendetta, e un’ossessione nei confronti dell’uomo che l’aveva portata in palmo di mano sul jet set internazionale, salvo poi abbandonarla per un’altra donna, Paola Franchi. E lei gelosia e rancore non li ha mai nascosti.

Patrizia Reggiani, il ritorno

Nel 1998 il processo. Cinque gli imputati. Patrizia Reggiani è condannata a 29 anni di carcere, Giuseppina Auriemma a 25 anni. In secondo grado alla Reggiani la pena viene ridotta a 26 anni, infine – condannata in via definitiva -, Reggiani sconterà 17 anni di galera nel carcere di San Vittore a Milano. Il suo conto con la giustizia è saldato: dal 2017, dopo 3 anni ai servizi sociali, è tornata in libertà. Ed è apparsa in questo anno 2021 nel documentario Lady Gucci – la storia di Patrizia Reggiani, in esclusiva per la piattaforma Discovery +. Oggi Patrizia Reggiani si occupa delle sue proprietà e continua a vivere a Milano. “Il carcere non l’ha cambiata, anzi è stata lei a cambiare il carcere”, afferma Daniele Pizzi, il legale della Reggiani, come scrive la nostra Elena Parmegiani su Velvet Mag.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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