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Covid, la Gran Bretagna presto fuori dal tunnel: test e tamponi gratis a tutti

Dai ristoranti ai negozi scatta il conto alla rovescia per la riapertura

Il governo britannico offrirà da venerdì prossimo 9 aprile all’intera popolazione la possibilità di effettuare due test rapidi anti Covid alla settimana. È questa l’ultima notizia che giunge da Londra, capitale di un Paese che, fiaccato da un tragico anno 2020 per la pandemia del Covid, adesso si sta riprendendo alla grande.

Oltre 30 milioni di dosi fatte

Sono oltre 30 milioni i britannici che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il Coronavirus. Le attività stanno cominciando, prudentemente, a riaprire. E ora, nell’ambito di un rafforzamento del piano nazionale di prevenzione anti Covid, ecco la nuova decisione del governo inglese di Sua Maestà, presieduto dall’istrionico Boris Johnson.

Test rapidi contro i focolai

È stato il ministro della Sanità, Matt Hancok, a rendere noto che i britannici potranno fra pochi giorni usufruire della possibilità di effettuare due test rapidi alla settimana. L’iniziativa – ha spiegato Hankock – contribuirà a circoscrivere e sopprimere qualsiasi focolaio del virus proprio quando il Paese sta gradualmente uscendo dal suo lungo periodo di lockdown.

In farmacia o per posta

Prosegue dunque a ritmo serrato la corsa del Regno Unito verso la “liberazione” dal Covid. I test rapidi — già offerti agli studenti, alle loro famiglie e a quanti lavorano fuori casa — dal 9 aprile saranno a disposizione di tutti anche nelle farmacie e via posta. L’idea, ha spiegato il ministro della salute, è cercare di evitare qualsiasi ripresa del virus con l’alleggerimento del lockdown.

Negozi e pub verso la riapertura

Tra le misure che dovrebbero essere firmate in queste ore dal premier Boris Johnson e dal suo governo, c’è la riapertura dei negozi non essenziali. In pratica pub e ristoranti ripartiranno e riprenderanno a servire all’aperto dal prossimo 12 aprile, fra una settimana esatta. Uno scenario purtroppo oggi inimmaginabile in Italia. Nel nostro Paese – con ancora centinaia di morti ogni giorno a causa, o come concausa, del Coronavirus – siamo costretti a rimanere in una condizione di sostanziale lockdown. Divisi fra zone rosse e, al più, arancioni, per tutto il mese di aprile. Ed è difficile immagine che il mese di maggio sia quello della ripartenza al 100%. A meno che non si registri nelle prossime settimane una forte accelerazione della campagna vaccinale e una netta diminuzione delle vittime del Covid.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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