L'Angolo del Bon Ton

Le buone maniere in negozio: anche gli acquisti sono una questione di stile

L'educazione è importante anche quando ci si reca a fare shopping

Il momento degli acquisti è un’occasione per chi compra di svago, ma per il negoziante è un lavoro. L’addetto alle vendite deve accogliere il cliente dando sempre una sensazione di piacevolezza per il suo arrivo. Trattare i propri clienti con cortesia e rispetto fa parte del business etiquette, il galateo degli affari, che porta risultati. Le buone maniere anche in negozio sono importanti. Naturalmente sono necessarie competenza e serietà. Un aspetto ordinato aiuta sempre. Una bravo venditore non deve insistere per vendere un abito con cui il cliente sta male, ciò arrecherà soltanto cattiva pubblicità al negoziante. Il cliente ha sempre ragione e va sempre accontentato. Su questo semplice e basilare concetto si basano gli affari. Anche però il cliente ha dei doveri nei confronti del venditore. Scopriamo insieme tutti questi aspetti.

Adoro il mio denaro esattamente lì dove posso vederlo… appeso nel mio guardaroba.”, Carrie Bradshaw (Sex & The City).

Sex and the city

Le buone maniere in negozio: salutare non appena si entra, aspettiamo il nostro turno se ci sono delle persone prima di noi

  • Entrando in negozio si è obbligati sempre a salutare. Se il punto vendita è grande, e chi vende è impegnato già con dei clienti, lo saluteremo non appena si avvicinerà a noi.
  • Se non abbiamo le idee chiare di ciò che desideriamo compare possiamo esclamare: “Posso dare un’occhiata?”. In questo caso il venditore sarà a nostra disposizione con discrezione nell’intento di poter consigliare e vendere.
  • Le buone maniere in negozio impongono che se ci sono altre persone prima di noi, attenderemo pazientemente il nostro turno. Se qualcuno vuole passare prima, facciamoglielo notare con calma, senza urlare né tantomeno imprecare. Una soluzione potrebbe essere quella di dire: “Mi scusi forse non ha visto, ma c’ero io prima di lei”. 
  • Sembra banale dirlo, ma ci si rivolge sempre ai commessi con un “per favore” e un “grazie“.

I commessi non sono i nostri psicologi o psicoterapeuti

  • Pur avendo confidenza con i venditori ricordiamoci che sono persone che stanno lavorando e che, anche se sono gentili nei nostri confronti, non è detto che abbiano voglia e tempo di sentire i nostri problemi esistenziali. Il negozio non è esattamente il luogo adatto per raccontare le litigate tra mogli, mariti, amanti e fidanzati. Per questo tipo di confidenze ci sono i vostri amici.
  • Se il capo che abbiamo provato non ci convince cerchiamo una formula carina per dirlo. “Non mi piace”, non è carino ed è offensivo con chi sta vendendo, molto meglio dire: “Non è esattamente ciò che cercavo”, una frase che rientra tra quelle da utilizzare nelle buone maniere in negozio.
  • Non entriamo nel punto vendita con il cibo o bevande varie con il rischio di macchiare i capi.
  • Se abbiamo dei bambini al seguito con noi cerchiamo di non fargli toccare nulla, e se possibile teniamoli per mano.Shopping online: i 5 migliori portali per la moda?

Le buone maniere in negozio: non si fruga negli scaffali generando disordine

  • Chiedere uno sconto è sempre lecito, rientra tra le buone maniere in negozio, senza contare che il bon ton ha fin da sempre un occhio al risparmio. Certamente non possiamo insistere, se vedete che non è aria lasciate perdere. Starà al venditore comprendere il margine di guadagno e l’interesse che il cliente sia felice e che torni da lui. Se amate questo genere di contrattazioni ci sono sempre i mercatini o i bazar, lì è d’obbligo chiedere sconti ed è anche divertente questo tipo di trattative! Se il prezzo  richiesto per voi è eccessivo la prossima volta vi guarderete bene dal tornare in quel negozio. Dopo tutto il mercato è libero, nessuno può obbligarvi a comprare dove non vi siete trovati bene.
  • Siate decisi su ciò che state cercando, se nel caso non sapete nemmeno voi cosa volete comprare chiaritelo prima che il negoziante si affatichi a tirare giù ogni cosa per soddisfarvi. Se per voi fare shopping è un momento di relax e svago, per chi vende invece è lavoro, non dimenticatevelo mai!
  • Arrivare fuori orario in negozio o al limite della chiusura è seccante, non pretendete attenzione quando non è il momento.

Per alcune persone andare in giro per negozi è una terapia antidepressiva, ma ricordatevi sempre che chi si trova lì è per lavorare e non per passare il tempo

  • I reclami, o i difetti dei capi si espongono al direttore del punto vendita o al proprietario del negozio, senza litigare animosamente, ma sempre con garbo.
  • C’è chi ha un’atteggiamento snob o sprezzante verso chi lo serve illudendosi con le arie di essere importante, ma anche fra i negozianti a volte appare questo atteggiamento. Non c’è niente di peggio nel mostrarsi in questo modo. Le semplicità è ciò che rende davvero una persona importante.
  • Chi vende deve rivolgersi sempre con educazione, calore umano, tatto, sorriso, garbo, pazienza. Il rapporto affettivo con il proprio cliente è importante, soprattutto ora in questo tempo così difficile in cui tutti abbiamo bisogno di relazioni umane autentiche.
  • Tra le buone maniere in negozio vige che al cliente ci si rivolga sempre con il “lei“, anche se è una persona giovane.
  • Non ultimo: lo snobismo di alcune addette alle vendite dei negozi del centro quando accolgono i clienti “comuni” che entrano a chiedere un prezzo…I tempi cambiano e certi atteggiamenti al giorno d’oggi sono davvero offensivi e fuori luogo.

 

 

 

 

 

Elena Parmegiani

Organizzatrice d’eventi e presentatrice. Consegue la Maturità Classica e la Laurea Magistrale in Comunicazione Istituzionale e d’Impresa presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Inizialmente organizza gli eventi per il Ferrari Club Italia, associazione di possessori di vetture Ferrari.Da più di dieci anni è il Direttore Eventi della Coffee House di Palazzo Colonna a Roma. Ha organizzato e condotto molte sfilate di moda per i più importanti stilisti italiani. È consulente di eventi aziendali e privati e scrive di moda, arte e spettacolo.
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