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Covid, pass per viaggi ed eventi: come funzionerà. Riaperture: tutte le tappe dal 26 aprile al 1 luglio

Si pensa a un tesserino magnetico per avvicinarlo al Green Pass europeo

La riunione del Comitato tecnico scientifico sulle riaperture dell’Italia post Covid si terrà domani pomeriggio, 20 aprile. Ma la strada è tracciata. Dopo l’annunciato ritorno della zona gialla, sia pure “rafforzata”, e la novità del pass tra regioni di colore diverso, non c’è che da attendere novità di dettaglio sulla road map che dovrebbe portare il nostro Paese a ripartire, gradualmente ma progressivamente.

Il calendario delle riaperture

La deadline è il 26 aprile, giorno fissato dal premier Mario Draghi per il primo via libera. Nelle zone gialle riapriranno le scuole in presenza così come l’università. Ristoranti e bar apriranno a pranzo e anche la sera, purché all’aperto. Riaprono cinema e teatri con capienza calmierata al 50%. Riaprono i musei. Via libera agli sport all’aperto: anche a quelli di contatto come calcetto e basket. Dal 1 maggio riaprono gli stadi con un massimo di mille spettatori e i palazzetti dello Sport con un massimo di 500. Dal 15 maggio riapertura degli stabilimenti balneari con distanziamento, così come delle piscine all’aperto. Dal 1 giugno via libera ai ristoranti anche al chiuso ma solo a pranzo. Riaprono anche le palestre ma con distanziamento di 2 metri fra le persone. Dal 1 luglio, infine, via libera a fiere e congressi così come a terme e parchi tematici.

Il coprifuoco non cambia

Ma i nodi sul tavolo sono diversi e tutti delicati. Nonostante le pressioni che giungono da più parti per spostarlo dalle 22 alle 24, così da rendere più incisiva la riapertura dei ristoranti all’aperto, l’esecutivo non sembra intenzionato a modificare il coprifuoco, ad esempio. Al momento le questioni al vaglio del Cts sono due: il pass per gli spostamenti verso regioni arancioni e rosse e il protocollo sulle riaperture messo a punto dai governatori.

Mobilità tra regioni

Nella riunione di domani 20 aprile non si dovrebbe discutere neppure il tema della ripresa della scuola in presenza. E questo nonostante la frenata dei presidi che ritengono le aule non ancora sicure ed esprimono forti perplessità sulla possibilità di distanziamento. Sarà la mobilità tra regioni non gialle il piatto forte del vertice del Cts. Fonti ministeriali hanno parlato di “soluzione transitoria sostitutiva del pass vero e proprio”. “Perché per arrivare alla definizione del percorso per il documento definitivo forse occorrerà qualche giorno in più”.

Pass: a cosa serve, quando arriverà

Il pass serve a certificare se il cittadino è stato vaccinato, se è guarito dal Coronavirus o se ha effettuato un tampone antigenico o molecolare – negativo – nelle 48 ore precedenti. Il ministro Speranza ha precisato che il lasciapassare non sarà disponibile nell’immediato. “Contiamo di averlo entro l’estate“, ha detto. Intanto bisognerà valutare se il pass si tradurrà in un certificato, oppure un tesserino magnetico, oppure, terza opzione, se le informazioni in oggetto verranno semplicemente inserite nella tessera sanitaria. L’obiettivo è quello di arrivare al modello del green pass europeo che si tradurrà in una app o in un Qrcode.

I nodi da sciogliere

Dipenderà dalle decisive riunioni delle prossime ore. Il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha parlato di “rischio calcolato” sulle riaperture, dicendosi a favore del lasciapassare tra regioni. Bisogna risolvere alcune “incongruenze”, il pensiero del presidente della Liguria, Giovanni Toti. “Teniamo presente che non tutti i cittadini potranno avere il vaccino nelle prossime settimane, e non per loro scelta”, ha detto. A oggi gli spostamenti tra regioni sono consentiti per motivi di urgenza, lavoro o salute, dichiarati con l’autocertificazione. Dal 26 aprile quelli tra zone gialle saranno liberi, mentre il pass servirà per muoversi verso le regioni rosse o arancioni, anche per turismo. Ma non solo, perché il lasciapassare consentirà di accedere a eventi culturali o sportivi. Per coloro che non hanno diritto al lasciapassare, resterà la possibilità di spostarsi con autodichiarazione secondo le regole attualmente in vigore.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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