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Liverpool, festa “esperimento” post Covid: 3mila in discoteca senza mascherina

Ma hanno dovuto esibire un tampone negativo per entrare

Nella Gran Bretagna che riparte, dopo il sostanziale azzeramento delle vittime da Covid e la riapertura dei pub e dei locali, fa notizia il party-test di Liverpool. Dove è stata autorizzata – anche a fini di “esperimento” per valutarne gli effetti – una serata in discoteca, all’interno di un grande capannone. Qualcosa che sarebbe tranquillamente avvenuto fino a due anni fa, senza alcun problema, nel mondo “prima del Coronavirus”.

Migliaia di ragazzi “assembrati”

Insomma, un esperimento di ritorno alla “normalità”. Questo del Primo Maggio è infatti il primo fine settimana sulla pista da ballo per gli abitanti del Regno Unito. Già da ieri, venerdì 30 aprile, 3mila persone, perlopiù ragazze e ragazzi giovani, si sono ritrovate a ballare gomito a gomito senza obbligo di mascherine, a Liverpool. Per stasera 1 maggio ne sono attese altrettante. È un vero e proprio evento monitorato e sotto forma di test da analizzare e studiare. Certo, non si può entrare così, come se niente fosse: occorre aver fatto un tampone Covid-19 che, ovviamente, risulti negativo. A quel punto, chi acquista il biglietto ed entra, non deve mantenere il distanziamento o indossare mascherine.

Disco e night: industria dimezzata

Le serate The First Dance club di Liverpool fanno parte di una serie di progetti governativi sulla sicurezza della folla durante il Covid. E si svolgono al magazzino di Bramley-Moore Dock. I dj Sven Väth, the Blessed Madonna e Jayda G sono stati gli ospiti della serata di venerdì mentre Fatboy Slim sarà presente sabato 1 maggio. Le misure restrittive imposte a causa della pandemia di coronavirus hanno quasi distrutto l’industria dei night club. I club britannici, sottolinea riporta Soundsblog.it, sono stati costretti a licenziare il 51% del personale nel giro di un anno. Bar e pub hanno ridotto “solo”, rispettivamente, del 32% e del 25% i loro dipendenti.

Il monitoraggio degli scienziati

Studiosi e ricercatori utilizzeranno l’evento dance di questo fine settimana per verificare se la folla che si mescola e balla, a porte chiuse, aumenta la trasmissione del virus. Il team, spiega ancora Soundsblog.it, utilizzerà monitor di anidride carbonica per rilevare “sacche di aria viziata” nella sede. Ma ci saranno anche telecamere. Serviranno per monitorare i movimenti delle persone all’interno del locale.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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