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Covid, i nuovi colori delle regioni dal 3 maggio. Vaccini: somministrate 20 milioni di dosi

La Sardegna "promossa" mentre la Valle d'Aosta è "bocciata"

Zona gialla predominante in Italia da domani 3 maggio. Cambiano nuovamente, anche se non troppo i colori delle regioni rispetto all’emergenza Covid. Buone notizie nel primo weekend di “semilibertà” dopo mesi di restrizioni e lockdown: per il secondo giorno consecutivo sono stati superati i 500 mila vaccini somministrati in 24 ore. Nel nostro Paese sono ormai oltre 20 milioni le dosi inoculate dall’inizio della campagna vaccinale.

Zona arancione e zona rossa

In zona arancione andranno da domani 3 maggio la Sardegna (che era rossa), con Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. La Valle d’Aosta da arancione diventa rossa: regole rigide per spostamenti, scuola, ristoranti e bar. Questa la nuova mappa dei colori dell’Italia in base ai dati Covid, che fissano l’indice Rt nazionale a 0.85 e l’incidenza a 146 casi su 100mila abitanti.

Vaccinazioni a ritmo serrato

Prosegue intanto spedita la campagna di vaccinazione anti-Covid, che il 1 maggio ha visto superati i 20 milioni di dosi somministrate in 24 ore. Registrati 12.965 i contagi da Coronavirus, con il tasso di positività nazionale che cala ancora al 3,4%. Altri 226 i decessi. Un’accelerazione importante che in soli tre giorni ha visto somministrare una quantità di dosi pari a quelle somministrate quasi nell’intero mese di gennaio.

In 6 milioni i completamente vaccinati

A oggi in Italia sono 6 milioni le persone completamente vaccinate, mentre altri 14 milioni hanno ricevuto la prima dose. A questi dati si aggiunge anche l’ennesimo calo di ricoveri, casi e vittime a causa del Covid. Gli attualmente positivi sono 430.542 e i guariti o dimessi 3,4 milioni.

Dosi anche in vacanza e a scuola

E intanto il commissario straordinario, Francesco Paolo Figliuolo, guarda ancora oltre e pensa alla vaccinazione dei più giovani in vacanza e a scuola. “Vorrei che si dicesse: chi ha più di 30 anni si presenta e si vaccina – ha detto a la Repubblica – . Poi decideremo le modalità con le Regioni, anche per evitare le resse che abbiamo visto”. E mentre in Lombardia si aprono le prenotazioni per tutte le persone con fragilità e in Sicilia si registra il record di somministrazioni, in Puglia i medici di famiglia continuano la protesta contro la “disorganizzazione” e il “caos” – denunciano – della campagna vaccinale.

Weekend di riaperture

Ma la Festa dei lavoratori del Primo Maggio è stato l’avvio del primo fine settimana con allentamento delle misure per 47 milioni di italiani. Tanti quanti sono gli abitanti delle regioni gialle. In molti hanno optato per la gita fuoriporta o per una passeggiata sui litorali, riempendo ristoranti e lungomari. Prove di normalità, dunque, con particolare attenzione al rispetto delle norme anti Covid. Tra tutte distanziamento e mascherina. Folle ma non resse a Napoli come a Roma, nonostante il meteo non sia stato particolarmente clemente nel centro Italia. Intensificati anche i controlli delle forze dell’ordine che, nelle ultime 24 ore, hanno proceduto al controllo di 97 mila persone. In totale ci sono state 1.052 sanzioni e 30 denunce. Ventidue, invece, gli esercizi commerciali chiusi.

Il concertone del Primo Maggio

Accenni di ripartenza anche per la cultura, tra musei, teatri e cinema. L’evento-simbolo è stato, senza ombra di dubbio, il Concertone del Primo Maggio che quest’anno è finalmente tornato dal vivo, nonostante abbia dovuto rinunciare ancora a piazza San Giovanni. A ospitare la kermesse con Fedez, e con una scaletta che ha spaziato da Alex Britti a Noel Gallagher, è stata la Cavea dell’Auditorium di Roma, dove le prime note ad aver aperto il concerto sono state quelle di Giorgio Gaber, seguite da “Bella Ciao”, eseguita quest’anno dai Modena City Rambles, in collegamento dal Bologna.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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