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Volata Champions: in 5 per 3 posti. Grande Torino, 72 anni fa la tragedia di Superga

Atalanta Milan e Juventus favorite ma Napoli e Lazio non stanno a guardare

Ora che lo scudetto è dell’Inter con 4 giornate di anticipo, nelle zone alte della classifica di Serie A si fa sempre più aspra la lotta per un piazzamento in zona Champions. Sono ben 5 le squadre in lizza per i tre posti che garantiscono la partecipazione alla prossima coppa. Atalanta, Juventus e Milan sono a quota 69, poi c’è il Napoli a 67, quindi la Lazio a 64. Al momento la classifica dice che Atalanta, Juve e Milan sono qualificate per la prossima Champions, mentre Napoli e Lazio si devono accontentare dell’Europa League. Ma mancano ancora quattro giornate, con 12 punti a disposizione.

Perché l’Atalanta ha la chance migliore

Finora è l’Atalanta il club messo meglio. Il calendario riserva alla Dea la trasferta con il Parma appena matematicamente retrocesso e la sfida casalinga contro il pericolante Benevento. Prima di chiudere a Marassi contro il Genoa e ospitare il Milan per quello che si profila un autentico spareggio-Champions. I bergamaschi sono, inoltre, quelli messi meglio in caso di arrivo a parità di punti, essendo in vantaggio negli scontri diretti con Juve e Lazio.

Tragedia e mito del Grande Torino

E proprio oggi, 4 maggio, ricorrono i 72 anni dalla tragedia di Superga a Torino. Quel terribile schianto tra le nuvole che il 4 maggio 1949 fece perire tutta la squadra del grande Torino, in pratica quasi tutta la Nazionale. Ogni “vecchio cuore granata” è pronto al ricordo che non è mai un semplice rito. Quel giorno del 1949 un aereo trimotore riportava a casa da Lisbona la squadra pluricampione d’Italia del Torino Football Club. Precipitò sulla collina di Superga, alle porte della città, alle 17.03 del 4 maggio 1949. Persero la vita 31 persone: 18 giocatori – fra cui Valentino Mazzola, padre di Sandro -, 3 dirigenti, 3 allenatori, 3 giornalisti e 4 uomini dell’equipaggio. La squadra fu proclamata vincitrice a tavolino del Campionato. Giocò le restanti partite schierando la formazione giovanile, così come gli avversari di turno. Il giorno dei funerali, il 6 maggio 1949, oltre mezzo milione di persone scesero in Piazza San Carlo, a Torino per dare l’ultimo saluto ai giocatori.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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