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Covid, Biden: “Via i brevetti sui vaccini”. Recovery Italia: “Più strumenti a lavoratori e imprese”

Scelta dirompente degli Usa per accelerare la distribuzione nel mondo

Una notizia clamorosa arriva dagli Stati Uniti. Il presidente Joe Biden è a favore della revoca delle protezioni della proprietà intellettuale per i vaccini anti-Covid. L’obiettivo è accelerare la produzione delle dosi in tutto il mondo. In Italia, intanto, si procede col Pnrr, il Recovery plan. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlanda annuncia una riforma degli ammortizzatori sociali a favore dei lavoratori e per il rilancio delle imprese. 

“Servono straordinarie”

A spiegare la posizione americana sui brevetti dei vaccini anti Covid è la ministra per il Commercio Katherine Tai. “Si tratta di una crisi sanitaria mondiale – ha dichiarato -. Le circostanze straordinarie della pandemia invocano misure straordinarie”. “L’amministrazione Biden crede fermamente alle protezioni della proprietà intellettuale ma per mettere fine a questa pandemia sostiene la revoca di certe protezioni per i vaccini anti Covid-19”, ha sottolineato Katherine Tai.

L’Oms: “Una scelta epocale”

“Un momento monumentale nella lotta al Covid-19”, ha commentato il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. La revoca temporanea dei brevetti sui vaccini è richiesta in particolare dall’India e dal Sudafrica per poter accelerare la produzione. Ma  alcuni Paesi, tra cui la Francia, vi si oppongono. Parigi chiede invece donazioni ai Paesi poveri.

La reazione delle case farmaceutiche

La decisione degli Stati Uniti è “deludente”. È quanto sostiene l’Ifpma, la Federazione internazionale delle aziende farmaceutiche con sede a Ginevra. “Siamo totalmente in linea con l’obiettivo che i vaccini siano rapidamente e equamente distribuiti nel mondo. Ma come abbiamo ripetuto più volte, una sospensione è la risposta semplice ma sbagliata a un problema complesso“, si legge in un comunicato. Le aziende temono che una mossa del genere possa ridurre in futuro i profitti e mettere a rischio il loro modello di business, fondato su una ricerca costosa. In questo contesto, Katherine Tai riconosce che i negoziati all’Organizzazione Mondiale del Commercio “richiederanno tempo, data la natura consensuale dell’istituzione e la complessità delle questioni coinvolte”.

Italia, ammortizzatori grazie al Recovery

Sul fronte italiano si registra la dichiarazione rilasciata a Mattino Cinque il 5 maggio dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando. “Confido abbastanza presto di riuscire a portare una riforma degli ammortizzatori sociali”. “Avremo bisogno – fa sapere il ministro – di formazione durante il lavoro e di strumenti che accompagnino le imprese nelle transizioni che dovranno affrontare: quella digitale e quella ecologica. La produzione – considera Orlando – magari si interrompe perché si tratta di adeguarsi a standard nuovi”. Per il ministro questi ammortizzatori potranno servire per garantire ai “lavoratori di riqualificarsi” e “alle imprese di investire e cambiare”. “Inoltre dobbiamo avere strumenti per chi perde il lavoro per dare in parte una retribuzione e in parte – conclude Orlando – delle risorse per poter intraprendere percorsi formativi”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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