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Kobe Bryant entra nella Hall of Fame: le parole della moglie Vanessa Laine

Vanessa Laine: "Non ci sarà mai nessuno come Kobe"

Kobe Bryant sarà ufficialmente introdotto nella Hall of Fame insieme ai migliori giocatori di sempre della NBA. Il ricordo del campione, infatti, è rimasto intatto dopo il terribile incidente in elicottero, in cui ha trovato la morte insieme alla figlia Gianna nel 26 gennaio del 2020. Alla cerimonia, svoltasi ad Uncasville, in Connecticut, la moglie Vanessa Laine ha tenuto un importante discorso, affiancata da Michael Jordan.

Kobe Bryant ricordato nella Hall of Fame: le parole della moglie

Durante la cerimonia che si è svolta ad Uncasville, la moglie Vanessa Laine ha ricordato il marito rivolgendosi direttamente alle figlie e descrivendolo come un “papà incredibile“. La coppia aveva avuto quattro figlia: Gianna Maria-Onore, deceduta con Kobe Bryant nell’incidente del 26 gennaio 2020, Natalia DiamanteBianka Bella Capri. E proprio a loro, la moglie del campione ha rivolto le parole più attese della cerimonia dell’inserimento nella Hall of Fame della Class 2020. Accompagnata sul palco da Michael Jordan, Vanessa Laine ha tenuto un lungo discorso, omaggiando la figura del campione e, ancora più, dell’uomo: “Ce l’hai fatta, sei un vero campione. In questo momento, sono certa che tu stia ridendo in paradiso. Non ci sarà mai nessuno come Kobe, unico nel suo genere“.

Il ricordo di Michael Jordan: “Dovrebbe essere un grande modello”

Kobe Bryant è entrato nella Hall of Fame del basket insieme a Kevin Garnett e Tim Duncan. In ricordo del campione, prematuramente scomparso in un incidente aereo, è intervenuto un altro campione indiscusso: Michael Jordan. Se nel corso della cerimonia ha deciso di accompagnare semplicemente Vanessa Laine sul palco, in precedenza ha parlato dell’amicizia con Kobe Bryant. Nel corso di un’intervista con ESPN, infatti, ha rivelato gli ultimi sms scambiati prima dell’incidente, soffermandosi su uno in particolare, che dimostra la sua determinazione. 

Lodandone il percorso, infatti, ha dichiarato: “La gente lo dimentica, ma Kobe si è fatto da solo. E ci è riuscito col duro lavoro, mettendoci tutto se stesso. Dovrebbe essere un grande modello per molti ragazzi che a 18 anni magari non vogliono passare dal college per giocare a pallacanestro. Lui ha mostrato come farcela“. Il cestista, infatti,  è rimasto per lungo tempo in panchina prima, pazientando a lungo prima ottenere una possibilità: “Quando ha avuto la sua chance l’ha sfruttata fino in fondo. Mentalmente era un ragazzo molto duro, forse anche più di quanto lo fossi io“.

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