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Il vocabolario Treccani sta con le donne: addio ai sinonimi offensivi

Il cambiamento culturale deve assolutamente partire già dai banchi di scuola

È un epoca di cambiamento quella che stiamo vivendo, sotto moltissimi punti di vista. Dopo secoli e secoli di società maschilista, misogina e poco rispettosa dei diritti delle donne, con il passare degli anni stiamo assistendo ad una serie di provvedimenti importantissimi volti alla modifica di questo andazzo inspiegabile. Il cambiamento deve partire dalle basi, dalla cultura stessa e dagli insegnamenti che diamo ai nostri figli. Ecco perché un gruppo di cento attiviste femministe si è battuto affinché fossero rimossi tutti i sinonimi offensivi della parola “donna” dal vocabolario Treccani.

Pensare infatti ad un’inversione di rotta senza però intervenire alla base della nostra cultura risulterebbe sostanzialmente superfluo. Proprio per questo motivo l’attivista Maria Beatrice Giovanardi ha chiesto a gran voce, sostenuta da moltissime altre donne, una corposa revisione delle definizioni fornite dal vocabolario Treccani. Sotto il lemma “donna” in effetti erano indicati come sinonimi “cagna” e “zoccola”. Questi non sono certamente due esempi di buona educazione e di savoir faire per un bambino impegnato in un tema scolastico.

Treccani si rinnova per la parità di genere

D’ora in poi, i  termini sovracitati e diversi altri, sempre comprensivi di un’accezione dispregiativa, saranno inglobati all’interno della definizione di “prostituta”. In effetti la questione è piuttosto scomoda: un vocabolario come il Treccani ha la necessità di comprendere qualunque tipo di terminologia. Ma quando questa altro non fa che sottolineare una differenza di genere, allora c’è un assoluto bisogno di un rinnovo sostanziale.

La stessa direttrice del Vocabolario Treccani, Valeria Della Valle, è donna. Sulle colonne del quotidiano Repubblica ha scritto: “Questa tradizione si manterrà nei cambiamenti che verranno apportati alla voce ‘donna’ dei sinonimi, opera che aveva conservato per inerzia usi linguistici del passato, ormai superati”. E ancora:Pur non avendo io né diretto né lavorato mai a questo dizionario, ho condiviso con alcune delle firmatarie della lettera la necessità di fare qualche cambiamento e qualche taglio. I dizionari devono testimoniare l’uso scritto e parlato, buono e cattivo, rispettoso e volgare, naturalmente avvertendo quando si tratta di usi offensivi”.

 

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