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I Maneskin: «Nel nostro Paese non c’è solo tra tradizione melodica; siamo felici di rappresentare l’Italia»

Le parole della band durante la conferenza stampa dell'Eurovision Song Contest 2021

“Siamo molto contenti ed emozionati, non vediamo l’ora che arrivi il momento della finale. Per noi è un onore rappresentare l’Italia su un palco così importante!”

Con queste parole, pronunciate da Rotterdam durante la conferenza stampa ufficiale di presentazione, la grintosa bassista dei Maneskin Victoria esprime l’emozione sua e dei suoi tre compagni (il frontman Damiano, il batterista Ethan e il chitarrista Thomas) per la partecipazione all’Eurovision Song Contest 2021. Mancano ormai poche ore alla finale di sabato 22 maggio, che sarà visibile sugli schermi di RaiUno a partire dalle 20:40, e sale l’eccitazione per l’ultimo atto del festival europeo della canzone, di cui i quattro ragazzi romani che hanno vinto il Festival di Sanremo sembrano essere i grandi favoriti. Contenti e molto concentrati, i Maneskin hanno risposto con energia e divertimento ai tanti giornalisti collegati in streaming per la presentazione della serata musicale che sarà condotta da Cristiano Malgioglio e Gabriele Corsi.

Maneskin

A Rotterdam da ormai un paio di settimane, gli interpreti del brano “Zitti e buoni” hanno ricevuto in questi giorno moltissime manifestazioni di apprezzamento e sostegno da parte di tanti rappresentanti della musica mondiale, non ultimo Little Steven, lo storico chitarrista di Bruce Springsteen.

“Per noi è bellissimo ricevere questi commenti” continua Victoria. “Questa occasione è veramente molto importante per poter rappresentare l’Italia al pubblico europeo e oltre. L’evento è veramente enorme e noi siamo onorati di essere qui. Speriamo sempre di far parlare la nostra musica e ricevere così tanti commenti positivi da personaggi importanti, dagli artisti degli altri paesi e da tutti quelli che ci scrivono sui social, è la cosa che ci rende più felici in assoluto”.

Alla domande se ci sia una ricetta che permette ai quattro musicisti di tirar fuori così tanta grinta ed energia durante le loro performance, Damiano risponde: “Non crediamo di avere una ricetta, crediamo che questa forte comunicatività che abbiamo sul fatto venga dal fatto che siamo 4 amici che suonano.

Questa è la nostra più grande forza unita al fatto che stiamo portando avanti un progetto che ha alla base di tutto l’autenticità, qualcosa che ci rappresenta, che ci diverte suonare e cantare. Per noi è meraviglioso esibirci in questa canzone in particolare, ma anche negli altri brani dell’album. Il segreto sono la trasparenza e la sincerità con cui facciamo tutto”.

Di sicuro anche concentrazione, disciplina e tanto lavoro caratterizzano queste giornate olandesi dei Maneskin, che per un po’ gli impegni delle prove, un po’ per questioni di sicurezza, hanno potuto visitare Rotterdam ben poco.

“Non siamo riusciti a vedere la città purtroppo” afferma Damiano. “Giustamente ci sono molte normative per evitare che si crei un focolaio e si debba annullare l’evento. Ci sono molte restrizioni che siamo contenti di seguire perché essere parte di questo progetto immenso, fatto in un momento storico come quello che stiamo vivendo, significa anche avere la responsabilità di fare in modo che sia possibile per tutti e in sicurezza.

Abbiamo visto soltanto la pista ciclabile di fronte al nostro albergo però gli olandesi sono molto svegli, sanno qual è il nostro albergo e vengono spesso a trovarci e a chiederci autografi, fotografie e selfie. Insomma, l’atmosfera è molto calorosa nonostante il tempo un po’ grigio”.

26 i paesi in gara, con stili, toni, tematiche e modi diversi. L’Eurovision Song Contest da sempre è anche una manifestazione di interesse antropologico, in cui sentire tanta musica da paesi diversi.

“A noi sono piaciuti molto gli Hooverphonic, la band che rappresenta il Belgio e che noi seguivamo già da prima” commenta Victoria. “Ci piacciono molto sia il brano che la loro performance, grintosa ed elegante. Per quanto riguarda il fatto di rappresentare il rock italiano, diciamo che cerchiamo di non pensarla in questi termini. Ci sentiamo semplicemente noi stessi, suoniamo ciò che ci piace e ci rappresenta, suoniamo ciò che siamo. Se poi la nostra musica viene incasellata come pop o rock o altro, a noi non importa molto.

Ciò che ci ha fatto molto piacere è il fatto che gli altri paesi non si aspettassero un brano del genere da parte dell’Italia. In questo senso crediamo sia bello rappresentare il fatto che nel nostro paese non c’è solo la tradizione melodica ma ci sono molti altri tipi di musica e molti artisti che fanno cose diverse. Anche Mahmood ha vissuto lo stesso tipo di esperienza qualche anno fa, e per noi è bello poter rappresentare i giovani che fanno vedere al mondo che in Italia si fanno tanti generi diversi”.

Maneskin

Il tifo per i Maneskin arriva anche da parte degli stessi paesi concorrenti, che stanno ricoprendo la band di complimenti e parole di supporto.

“Siamo molto contenti di tutto il tifo che ci sta arrivando da ogni parte, qui all’Arena e sui social” afferma il chitarrista Thomas. “Abbiamo avuto modo di legare con tanti colleghi, dalla cantante che rappresenta la Grecia (Stefania Liberakakis, ndr) ai ragazzi belgi”.

“Ci stiamo conoscendo tutti un po’ alla volta” aggiunge Damiano.

“Facciamo tante partite a ping pong nei tempi morti!” scherza Victoria.

“Ci piacerebbe avere più tempo da trascorrere con loro, ma ovviamente anche gli incontri sono organizzati e controllati” conclude Damiano. “C’è un grandissimo supporto reciproco, non c’è competizione cattiva o poco sana, tutti tifano per tutti. Già alla prima semifinale c’era un entusiasmo generale, non solo da parte delle delegazioni dei paesi che passavano. E’ tutto molto amichevole!”.

Maneskin

Quanto alla preparazione affrontata sia per il Festival di Sanremo che per questa competizione europea… “Il livello di preparazione è stato massimo per entrambi gli eventi” sottolinea Victoria.

“Per Sanremo abbiamo avuto un po’ più di tempo, avevano occasione di suonare con un’orchestra quindi anche a livello di arrangiamenti abbiamo fatto un grande lavoro con gli altri musicisti. Appena abbiamo saputo che avremmo avuto l’onore di venire qui a rappresentare l’Italia, abbiamo iniziato subito a lavorare sugli aspetti più tecnici della performance ma anche su quelli scenografici e più strettamente musicali. C’è sempre stato un grandissimo allenamento, infatti non vediamo l’ora di farvi vedere ciò che abbiamo preparato.

Stiamo anche lavorando al nuovo album, che dovrebbe uscire entro la fine dell’anno. Siamo sicuri che anche vivere questa esperienza ci influenzerà e ispirerà per completare il lavoro, e cercheremo di dare il massimo anche in quello”.

Un fatto non trascurabile dell’esperienza Eurovision, è la possibilità per tutti i gruppi di esibirsi davanti a un pubblico presente e numeroso.

“Siamo rimasti esterrefatti dal fatto che alle prove ci fossero 3.500 persone davanti a noi” spiega il batterista Ethan. “Per noi questi ha un valore grandissimo, avere un pubblico che ci sostiene è fondamentale, c’è uno scambio di energie pazzesco. Ci è mancato tantissimo il fatto di non avere un pubblico davanti per un po’. Speriamo sia un bel segnale di speranza. Eventi come questo ci dimostrano che con attenzione, intelligenza, spirito di responsabilità si può ottenere un risultato più normale di prima”.

Questo evento è molto importante, segna una sorta di nuovo inizio per tutta l’Europa e tutti noi partecipanti proviamo grande gioia a farne parte. Da parte di tutti si sente un grande senso di unione e felicità, è un’atmosfera bellissima, un magnifico lavoro di squadra” conclude Victoria.

Insomma, il conto alla rovescia verso la finale della 65esima edizione dell’Eurovision Song Contest è partito, e lo è anche il tifo per i Maneskin, che con la loro partecipazione così grintosa ed esaltante stanno facendo sentire tutti tutt’altro che “Zitti e buoni”!

Martina Riva

Musica&Cinema Da sempre appassionata di tutto ciò che riguarda il mondo dell’intrattenimento, mi sono laureata in Conservazione dei Beni Culturali con una tesi di laurea in Storia del Cinema sul film “Lolita” di Stanley Kubrick. Finita l’università, mi sono trasferita a Los Angeles, dove, tra le altre cose, ho ottenuto un certificate in giornalismo a UCLA; nella Città degli Angeli ho lavorato per varie TV tra cui KTLA, dove per tre anni mi sono occupata principalmente di cinema, coprendo le anteprime mondiali dei film e i principali eventi legati al mondo spettacolo (Golden Globes, Academy Awards, MTV Awards e altri). Nel 2005 sono approdata alla redazione spettacoli di SKY TG24 dove ho lavorato come redattrice, inviata ai Festival e conduttrice. Le mie passioni principali, oltre al cinema, sono i viaggi, il teatro, la televisione, l’enogastronomia e soprattutto la musica rock. Segni particolari? Un amore incondizionato per i Foo Fighters!
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