Arte e Cultura

Antonio Ligabue rivive nella mostra di Ferrara e nell’interpretazione di Elio Germano in Volevo Nascondermi

La mostra al Palazzo dei Diamanti, dedicata all'artista, è stata prorogata al 27 giugno

Dalla mostra al cinema: Antonio Ligabue rivive in due delle massime espressioni dell’arte, del bello. Una vita, la sua, colorata: spesso di tinte buie, oscure. Ma pur sempre colorata. Nato a Zurigo, ma italiano d’adozione, Ligabue ha vissuto un’infanzia difficile; quello che c’è stato dopo, forse, è stato anche peggio. Per le reclusioni, per il dover fare i conti con i tiri mancini che la mente gli ha tirato. È il tormento il leitmotiv del suo suo vissuto, nonché della sua produzione artistica. Da tutti conosciuto come El matt, Antonio Ligabue ha lasciato il segno grazie alla potenza e al non-detto delle sue pennellate. Sì perché che si tratti di un un animale – soggetto spesso ricorrente nella sua produzione artistica -, di un paesaggio o di un autoritratto è nitida la volontà di dichiarare l’inespresso, il rumore celato dietro al silenzio.

Come tutti coloro che vengono collocati tra i geni assoluti della creatività, anche per Ligabue si parla di periodi. Il decennio anni ’20-’30 lo ha visto concentrarsi sul soggetto animale. Animali pronti ad agire, cristallizzati nell’esatto momento prima di…; i colori sono quasi spenti, una raffigurazione, guardando al vissuto complicato, di uno stato d’animo, di un sentimento represso incapace di venire fuori, se non attraverso il pennello. Superato il primo periodo, ne iniziò un secondo introspettivo: quello dell’autoritratto, dove venne fuori un altro aspetto: la cura meticolosa dei dettagli, dal volto all’abbigliamento, passando per lo sguardo del soggetto. Tra gli anni ’40 e ’50 inaugurò la fase più prolifica. Una presa di coscienza che si riversò nella tavolozza: i colori divennero più accesi e le pennellate più corpose.

Dalla mostra al Palazzo dei Diamanti di Ferrara al grande cinema italiano: Antonio Ligabue rivive nell’interpretazione di Elio Germano

Sono trascorsi 131 anni dalla nascita di Antonio Ligabue. Eppure solo nel 2020 questa storia così potente, la sua storia è finita sul grande schermo, grazie una magistrale interpretazione da parte di Elio Germano, che ha vestito i panni dell’artista. Volevo Nascondermi è il titolo della pellicola, diretta da Giorgio Diritti, grazie alla quale Germano ha trionfato come miglior attore protagonista ai David di Donatello e ha portato a casa l’Orso d’Argento. Durante un’intervista a Vanity Fair, Germano ha raccontato il proprio punto di vista sul Ligabue uomo: “Di Ligabue mi ha catturato la grande libertà umana ed espressiva, una forma di libertà per essere sé stessi che diventa una lezione per tutti in un mondo omologato in cui ci si vergogna di essere diversi. Non bisogna disprezzare ciò che si è, ma farne la propria chiave di volta. La follia di Ligabue ci fa vergognare della nostra normalità”.

Nel frattempo, nonostante la pandemia, anche al Palazzo dei Diamanti di Ferrara si celebra la produzione artistica di Antonio Ligabue, con una mostra a lui dedicata, prorogata al 27 giugno 2021. La mostra è volta a documentare tutta l’attività di Ligabue attraverso oltre cento opere, tra dipinti, sculture e disegni, mai esposti fino ad ora.

 

 

Viviana Gaudino

Nata e cresciuta a Napoli, dopo aver conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne alla Federico II, si è trasferita a Roma dove ha studiato Editoria e Scrittura alla “Sapienza” e ha portato a termine il percorso con lode. La grande passione per i libri e la letteratura l’hanno spinta a portare avanti il progetto di entrare nel mondo dell’editoria e della comunicazione: ha infatti partecipato al master “Il lavoro editoriale”, promosso dalla Scuola del libro di Roma, e a numerosi workshop improntati sulla stesura e la correzione di testi. Dopo svariate esperienze come Redattrice, Editor e Social Media Manager è approdata nella redazione centrale Velvet Mag.
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