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Vaccino Covid, verso prenotazione libera senza fasce d’età. Recovery: l’impatto del Pnrr sui giovani

Altra accelerazione in vista per la campagna vaccinale in Italia

Il mese di giugno che sta per arrivare sarà molto importante per dare “la spallata” all’epidemia di Coronavirus. Cominceranno le zone bianche rafforzate nelle regioni più virtuose, con regole da osservare ma riapertura di tutte le attività o quasi. Il tempo stringe anche sul fronte del Recovery plan. Si calcola l’effetto delle misure previste nel Pnrr sui giovani: una delle fasce di popolazione che più stanno pagando un anno di chiusure. 

Tutti potranno prenotare

La circolare è pronta – anticipa il Corriere della Sera -: arriverà entro il 10 giugno. Per quella data non ci saranno più restrizioni relative alle fasce d’età. Significa che tutti gli italiani potranno prenotare il vaccino, anche se hanno meno di 40 anni. La struttura commissariale per l’emergenza, che fa capo al generale Francesco Paolo Figliuolo, consente di pianificare l’accelerazione della campagna in vista dell’estate. L’obiettivo è quello di allineare le regioni in modo da evitare che ci siano aree del Paese che corrono e altre che rimangono indietro, soprattutto rispetto agli anziani e ai fragili.

L’attenzione ai giovani

Mentre si attende il via libera al nuovo sistema di prenotazione per i vaccini, si fanno i conti col Recovery plan. Da luglio sono attesi i primi finanziamenti, circa il 13%, e fra le missioni del Piano italiano si riserva attenzione anche ai giovani. In termini di pari opportunità generazionali, di genere e territoriali. Riforme e missioni del Pnrr, scrive Agendadigitale.eu, si valutano sulla base dell’impatto che avranno nel recupero del potenziale dei giovani, delle donne e dei territori e nelle opportunità fornite a tutti senza discriminazioni.

La disoccupazione è aumentata

Il Recovery plan italiano evidenzia che, secondo i dati Istat dello scorso febbraio, quindi molto recenti, il tasso di occupazione tra i 15-25enni è diminuito del 14,7% in un anno. Un valore pesante, pari a tre volte il valore medio nazionale. Nella fascia di età 25-34 anni il calo è stato del 6,4%. Adesso, col Recovery, c’è l’opportunità di invertire la tendenza. Ma occorre fare presto nell’investire sulle nuove generazioni: non si arresta, infatti, il continuo deflusso verso l’estero di molti nostri laureati e diplomati.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha scritto La Storia di Asti e la Storia di Pisa per Typimedia Editore.

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