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Alberi amici dell’uomo? Sì e sono maestri di resilienza: “Possono darci molti insegnamenti”

Abbracciare un esemplare e trattarlo come fosse un umano ci dà benessere

Mentre da un lato accelera la corsa allo Spazio da parte di Usa, Cina, Emirati Arabi e Russia (pensiamo alle sonde e ai rover su Marte, ad esempio) dall’altro l’attenzione della scienza si appunta sempre di più sulla Terra. E sulla lotta ai cambiamenti climatici. Di conseguenza anche sulla salute degli alberi. Stando ai dati dell’autorevole rivista Nature, sul pianeta esistono oltre 3mila miliardi di alberi. Ma c’è spazio per molti altri esemplari ancora.

Perché senza di loro non possiamo vivere

La biomassa vegetale è un elemento fondamentale per comprendere l’evoluzione e i potenziali cambiamenti futuri del sistema climatico. Soprattutto, senza gli alberi la vita sulla Terra sarebbe semplicemente impossibile. Le specie vegetali forniscono l’ossigeno per respirare e sono parte essenziale della catena alimentare e di sostentamento per tutte le specie viventi della Terra.

In che modo mitigano il clima

Grazie ai loro processi di respirazione e fotosintesi, gli alberi aiutano a combattere il surriscaldamento terrestre perché assorbono l’anidride carbonica e contribuiscono alla pulizia dell’aria. Immagazzinano agenti inquinanti come l’ozono, gli ossidi di nitrogeno e i biossidi di zolfo.

Cosa si può imparare dalla loro “amicizia”

Come sottolinea il Wall Street Journal, gli alberi hanno molto da insegnarci. Possono mostrarci l’importanza di avere una visione a lungo termine: sono maestri nella resilienza: la capacità di affrontare e superare momenti difficili o traumatici. Significa che sopportano periodi di maggese ogni inverno e rifioriscono ogni primavera. Sono generosi: condividono le sostanze nutrienti con altri alberi e piante. Agli umani e alle specie animali forniscono aria pulita e ombra.

Riducono lo stress, trasmettono serenità

Secondo Dacher Keltner, professore di psicologia all’Università della California, il contatto con un albero immerso nella natura ci provoca, fra le altre emozioni, lo stupore. La ricerca di Keltner mostra che lo stupore riduce lo stress, l’ansia e l’infiammazione. Può migliorare le nostre relazioni, facendoci sentire più supportati e più propensi ad aiutare gli altri, più compassionevoli e meno avidi.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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