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Recovery, Draghi e Sanchez: “Italia e Spagna unite per un’Europa più moderna”

A Barcellona il forum di dialogo italo-spagnolo

“Voglio ripetere quel che ha detto poco fa Pedro Sanchez: insieme siamo più forti. Questo sarà il tono di tutto il mio discorso”. Così ha dichiarato il premier Mario Draghi al forum di dialogo italo-spagnolo a Barcellona, oggi 18 giugno. “Italia e Spagna non sono solo unite da profondi legami storici, politici e culturali. Sono partner strategici negli ambiziosi progetti che abbiamo davanti in Europa – ha proseguito Draghi -. La transizione ecologica, la digitalizzazione, la trasformazione delle nostre città. Insieme a Francia, Germania, e gli altri Stati membri vogliamo costruire un’Unione europea più moderna, competitiva e solidale. Che superi le tradizionali divisioni tra Nord e Sud, e si mostri unita nel confronto con le altre potenze globali del nostro tempo”.

Una solida alleanza

Il presidente del Consiglio italiano ha in questo modo fatto menzione indiretta delle risorse del Next Generation Eu per superare la crisi dovuta alla pandemia portata dal Coronavirus. E dei rispettivi Pnrr nazionali degli Stati membri Ue che proprio in questi giorni sono in corso di approvazione (quello di Madrid ha già ottenuto il via libera di Bruxelles, all’Italia toccherà la prossima settimana). “Stamattina abbiamo avuto modo di dialogare sulle nostre relazioni bilaterali che sono forti e si rafforzeranno per le sfide del futuro”, ha detto il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. “Per me è un onore condividere la tribuna con il premier Draghi. Non credo di infrangere un vincolo di riservatezza se dico che quando Draghi parla nei consigli europei tutti stiamo zitti e ascoltiamo”.

Italia e Spagna decisive

L’accordo sui fondi del Next Generation Eu oggi non sarebbe una realtà – ha chiosato Sanchez -. Se non ci fosse stato il contributo e l’accelerazione di questo dibattito che hanno intrapreso i governi della Spagna e dell’Italia nei momenti difficili e oscuri della pandemia”. “Insieme siamo più forti”, ha aggiunto Sánchez, che ha anche ricalcato la “stima” e “l’interesse particolarmente intensi tra i cittadini della Spagna e dell’Italia”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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