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Italia zona bianca: coprifuoco abolito, oggi la decisione sullo stop alle mascherine. Recovery: al Sud il 40% delle risorse

Il Paese verso la normalità ovunque tranne che in Valle d'Aosta ancora "gialla"

È attesa per oggi 21 giugno, inizio della seconda estate dell’ “era” Covid, la decisione del Comitato tecnico scientifico (Cts) sulla fine dell’obbligo di utilizzo delle mascherine all’aperto. E da oggi passano in zona bianca tutte le regioni italiane tranne la Valle d’Aosta che rimane ancora gialla. Sul fronte del Recovery plan si progetta il rilancio del meridione: al Sud sono destinati quasi la metà dei finanziamenti europei assegnati al Pnrr del governo Draghi. 

L’epidemia arretra

Con l’estate e il calo della curva dei contagi il Paese si avvia sempre più verso il ritorno alla normalità. Domenica 20 giugno i nuovi contagi di Coronavirus in Italia sono stati 881 e 17 i morti. A marzo e aprile c’erano ancora migliaia di nuovi casi al giorno e centinaia di vittime. Oggi scatta la zona bianca per quasi tutta l’Italia a eccezione della Valle d’Aosta. L’allentamento delle misure riguarda Campania, Toscana, Sicilia, Basilicata, Calabria, Marche e provincia autonoma di Bolzano.

Mascherine, incertezza sulla data

Mascherine all’aperto: il Comitato tecnico scientifico si riunisce oggi 21 giugno per discutere il tema. L’organismo dovrà dare un parere sullo stop alla misura anti-Covid negli spazi aperti. Lo ha richiesto formalmente il ministro della Salute Roberto Speranza. Un’istanza che lo stesso premier Mario Draghi aveva anticipato nell’ultima conferenza stampa sui vaccini. Sulla scelta definitiva degli esperti del Cts peseranno il numero di vaccinati e la diffusione della variante Delta nel nostro Paese. Finora sono state somministrate oltre 46 milioni di dosi in Italia. Sono 16 milioni gli italiani che hanno completato il ciclo vaccinale. Il vaccino maggiormente distribuito è stato Pfizer con oltre 33 milioni di dosi, seguito da AstraZeneca, Moderna e J&J.

Le ipotesi in campo

Per quanto riguarda le mascherine al momento le ipotesi sul tavolo sono due. Ovvero la sospensione dell’obbligo da lunedì 5 luglio, oppure una settimana prima: già da lunedì 28 giugno. Una volta arrivato il parere formale del Cts la palla passerà di nuovo al ministero della Salute. Il dibattito è acceso da giorni, dopo la scelta della Francia di eliminare l’obbligo del dispositivo. Una decisione seguita dalla Spagna con l’annuncio dello stop dal 26 luglio.

Discoteche al via da luglio?

Nel frattempo oggi scade in tutta Italia – tranne che in Valle d’Aosta – la misura del coprifuoco. Anche in Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Provincia di Bolzano, Sicilia e Toscana, che entrano in zona bianca, non sono previsti orari per il rientro a casa. Dovrebbe inoltre essere sciolta a breve la riserva sull’apertura delle discoteche, che dovrebbero poter ripartire dagli inizi di luglio. Sicuramente con l’obbligo del green pass. L’utilizzo del certificato verde sarà operativo dal prossimo 28 giugno nel nostro Paese e dal primo luglio sarà utile per spostarsi in tutta Europa. Con la possibilità di ottenere il Qr Code attraverso le app Immuni e su IO oppure stampandolo in farmacia o con il supporto del medico di base.

Inclusione, priorità del Pnrr

Mentre si progetta la completa ripartenza dell’Italia post-Covid, il mnistro dell’Economia, Daniele Franco, ha puntualizzato alcuni aspetti decisivi del Pnrr, il Piano di ripresa e resilienza italiano. Esso ha tra le sue priorità l’inclusione e deve cercare di affrontare la questione dello sviluppo del Sud che è fermo da 40 anni. Ad esso è destinato il 40% delle risorse del Pnrr, ha detto Franco a un convegno a Maratea il 20 giugno. Risorse alle quali “si aggiungono quelle del Fondo di sviluppo e coesione, i fondi della Programmazione europea”. “Sia chiaro che un ritardo di sviluppo delle dimensioni di quello del Sud d’Italia deve avere una strategia di lungo periodo” ha aggiunto il ministro. “Il piano è occasione di sviluppo fondamentale ma non può bastare. Può dare forte contributo alla convergenza ma non è sufficiente poiché servono anche le politiche ordinarie”.

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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