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Berrettini vince il Queen’s: la prima volta di un italiano. E ora Matteo punta a Wimbledon

Il 25enne romano porta uno dei trofei più prestigiosi nel tennis

Matteo Berrettini ha trionfato – prima volta per un tennista italiano –  sull’erba del Queen’s Club Championhips e ora punta dritto a Wimbledon. Il torneo, un Atp Tour 500 con un albo d’oro da far tremare i polsi, si è colorato per la prima volta di azzurro. In questo anno dove i colori azzurri regalano sempre più soddisfazioni agli appassionati, il tennista romano che ha messo il bacheca, fino ad oggi, il successo più importante della sua carriera. L’avversario Cameron Norrie ha dato filo da torcere solo nel tie break del secondo set, mentre l’azzurro ha gestito con un servizio sontuoso il resto degli scambi.  Il risultato finale è stato di 6-4, 6-7, 6-3, con ben 19 ace del nostro portacolori. Non a caso Matteo è noto come The Hammer. Quinto titolo in carriera, il secondo stagionale di Berrettini, dopo Belgrado sulla terra battuta del mese scorso.

Un successo strameritato

Arrivato in finale senza lasciare agli avversari nemmeno un set, Berrettini ha costruito il successo proprio sul servizio, mettendo a segno più di 60 ace. Il primo set si è risolto a suo favore grazie al break nel quinto gioco, vantaggio che l’azzurro ha conservato fino in fondo, malgrado i tentativi di Norrie di rientrare. Nel secondo set Cameron Norrie è stato più incisivo al servizio, ma Berrettini si è tolto d’impaccio grazie a un paio di ace nei momenti in cui rischiava di subire il break. Si è così arrivati al tiebreak che Norrie si è aggiudicato. Il break che ha deciso il terzo set a favore di Berrettini è arrivato nell’ottavo game, quando Norrie è stato avanti 40-0, ma Matteo è stato capace di piazzare cinque punti di fila per il 5-3. E con autorità ha chiuso l’incontro.

“Il mio trofeo più bello”

Il 25enne romano, oggi numero 9 del mondo, ha giocato da testa di serie numero uno al Queen’s, e rispettando il pronostico del seeding, ha scritto il suo nome nello stesso albo d’oro di Sir Andy Murray e Boris Becker.
“Non voglio offendere gli altri trofei, ma questo è il più bello” ha commentato Berrettini. “Ho realizzato un sogno che avevo da bambino. Questo torneo lo guardavo da piccolo in tv. È stata una settimana incredibile. Partita dura, ringrazio tutti. Norrie è stato bravissimo, è un grandissimo fighter, sono sicuro che il suo primo trofeo in carriera arriverà a breve”.

 

Domenico Coviello

Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione Internet de “La Nazione”, “Il Giorno” e “Il Resto del Carlino”, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni, sempre su Internet, all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a “City”, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli – Corriere della Sera. Un passaggio alla “Gazzetta dello Sport” a Roma, e al desk del “Corriere Fiorentino”, il dorso toscano del “Corriere della Sera”, poi di nuovo su Internet per il sito di news “FirenzePost”. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma, e da qui l’approdo a “Velvet Mag”. Ha collaborato a “Vanity Fair”.
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