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Nasce la diplomazia dell’Ambiente: anche l’Italia avrà il suo inviato speciale per il clima

Sarà una figura incaricata di rappresentare il nostro Paese ai vertici mondiali

La questione dei cambiamenti climatici che danneggiano la Terra è sempre più al centro delle politiche degli Stati di tutto il mondo. In particolar modo di quelli occidentali, ma non solo. E ora anche l’Italia si prepara: a breve il Governo nominerà il nostro inviato speciale per il clima. L’esecutivo può agire perché adesso è in vigore la norma che consente a Palazzo Chigi di selezionare una figura che prenda in mano tutta la diplomazia climatica dell’Italia.

Cosa farà l’inviato

L’obiettivo è della nuova figura diplomatica sarà quello di rappresentare il nostro Paese ai vertici internazionali. E gli impegni già in programma sono tanti. Solo in questa seconda metà del 2021 si tratterà di partecipare al Food Systems Summit dell’Onu (a settembre), alla Cop15 di Kunming (in Cina) sulla biodiversità, e alla Cop26 di Glasgow sul clima. In quest’ultimo caso l’Italia è il Paese che organizza il meeting assieme alla Gran Bretagna: l’evento riveste dunque una particolare importanza dal punto di vista della nostra diplomazia. Senza contare che la presidenza del G20 di quest’anno è italiana. E il clima è ai primi posti nell’agenda degli argomenti in discussione.

Di Maio: “L’Italia è pronta”

Adesso è ufficiale, il governo potrà nominare l’Inviato speciale per il cambiamento climatico per l’Italia – ha dichiarato con soddisfazione il ministro degli Esteri, Luigi Di MaioLa nostra azione deve essere forte, costante e coordinata sul piano internazionale. Su questa sfida l’Italia c’è e si batte con il massimo impegno, puntando sulla transizione ecologica anche a livello globale“. Alla nomina dell’inviato del governo italiano provvederanno i due ministri competenti in materia: lo stesso n.1 della Farnesina e Roberto Cingolani, in qualità di ministro della Transizione ecologica. A supportare l’azione dell’inviato speciale saranno le strutture dei due dicasteri.

Usa, il caso di John Kerry

Sono parecchi i governi che, in tutto il mondo, si stanno dotando di un inviato speciale per il clima. A seconda dei Paesi, la figura politico-diplomatica dell’inviato speciale per i problemi climatici può avere poteri diversi. Con l’arrivo di Joe Biden alla Casa Bianca, ad esempio, gli Stati Uniti hanno nominato l’ex Segretario di Stato della seconda amministrazione Obama, John Kerry, come autorità di riferimento in fatto di clima e ambiente. Kerry, Inviato del Presidente per il clima, ha poteri notevoli. Ha voce in capitolo sulla politica climatica americana e persino su quella energetica. Ma non basta. Perché John Kerry è titolare di un posto al National Security Council (il Consiglio per la sicurezza nazionale). Dialoga, quindi, da vicino con i vertici delle agenzie di sicurezza e di intelligence degli Stati Uniti. Gina McCarthy è invece la seconda inviata per i problemi climatici che Biden ha nominato. I suoi poteri e il suo raggio d’azione si fermano tuttavia alle questioni interne agli Usa.

Domenico Coviello

Attualità, Politica ed Esteri

Professionista dal 2002 è Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze. Come giornalista è “nato” a fine anni ’90 nella redazione web de La Nazione, Il Giorno e Il Resto del Carlino, guidata da Marco Pratellesi. A Milano ha lavorato due anni all’incubatore del Grupp Cir - De Benedetti all’epoca della new economy. Poi per dieci anni di nuovo a Firenze a City, la free press cartacea del Gruppo Rizzoli. Un passaggio alla Gazzetta dello Sport a Roma, e al desk del Corriere Fiorentino, il dorso toscano del Corriere della Sera, poi di nuovo sul sito di web news FirenzePost. Ha collaborato a Vanity Fair. Infine la scelta di rimettersi a studiare e aggiornarsi grazie al Master in Digital Journalism del Clas, il Centro Alti Studi della Pontificia Università Lateranense di Roma.

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