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Arte e Cultura

Il Colosseo potrebbe diventare un museo diffuso: aperta la sfida del “Global Tour”

Il lavoro potrebbe partire dal Dipartimento di Architettura e progetto dell'Università La Sapienza

Simbolo della città di Roma, il Colosseo è tra i monumenti eterni e tra le testimonianze di un glorioso passato che ancora reggono alla prova del tempo. Ciononostante, i restauri finanziati da Della Valle non sembrano più l’unica soluzione per offrire nuovo lustro all’imponente Anfiteatro Flavio. Pare infatti che, per permettere ai romani, così come anche ai turisti, di vivere al meglio l’area archeologica, il Colosseo e i Fori Imperiali possano diventare un museo diffuso.

Riqualificare il Colosseo per “raccontare al meglio una storia nella quale si può rispecchiare il mondo intero”

Da questo scopo si muove il lavoro del Dipartimento di Architettura e progetto dell’Università La Sapienza di Roma. Il museo diffuso aprirebbe, nuovamente, all’annosa questione che già a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso aveva infuocato il dibattito pubblico. Già Raffaele Pannella, infatti, aveva parlato della risistemazione dell’area archeologica del centro della Capitale. Oltre a Pennella, altri grandi nomi dell’architettura hanno esposto le proprie posizioni, in merito. Da Carlo Aymonino, nel periodo dell’Estate Romana di Nicolini, a Vittorio Gregotti con Leonardo Benevolo, Massimiliano Fuksas, Mario Manieri Elia.

Soprattutto a partire dal periodo della pandemia, il concetto di “museo diffuso” si è fatto più importante e attuale che mai. Per fruire al meglio e in sicurezza delle bellezze offerte dalla città, dunque, il progetto potrebbe essere un spunto per la ripartenza. Il lavoro, articolato dall’Università di Roma atto a riqualificare il Colosseo, si avvale del contributo di diversi studiosi, tra ricercatori, architetti, museologi, studiosi di restauro. Un progetto multidisciplinare, dunque, frutto di una ricerca durata tre anni coordinata da Orazio Carpenzano, allora rettore del Dipartimento e oggi preside della Facoltà di Architettura della Sapienza.

L’idea prevede un insieme che ricomponga gli elementi diversi, a partire da edifici preesistenti e aggiungendone degli nuovi per “raccontare una storia”. Il progetto, dunque, permetterebbe di risemantizzare l’intera area, sia del Colosseo che dei Fori Imperiali, concepita in una nuova veste di “tracciato mistilineo”. Come afferma Carpenzano, dunque, il lavoro porterebbe ad un nuovo, ulteriore concetto: “E noi, che svolgemmo un grande ruolo nell’epoca del Grand Tour, potremmo oggi coinvolgerlo in una specie di Globar Tour“.

Lorenzo Cosimi

Romano, dopo la laurea triennale in Dams presso l’Università degli Studi Roma Tre, si è poi specializzato in Media, comunicazione digitale e giornalismo alla Sapienza. Ha conseguito il titolo con lode, grazie a una tesi in Teorie del cinema e dell’audiovisivo sulle diverse modalità rappresentative di serial killer realmente esistiti. Appassionato di cinema, con una predilezione per l’horror nelle sue molteplici sfaccettature, è alla ricerca costante di film e serie tv da aggiungere all’interminabile lista dei “must”. Si dedica alla produzione seriale televisiva e alla gestione dei social del nostro magazine.
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